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Legittima l’esclusione per dichiarazione non veritiera su una precedente risoluzione, pur se avvenuta bonariamente

02 Luglio 2018 | di Esper Tedeschi

Cons. Stato, sez. V

Cons. St., Sez. V, 25 giugno 2018, n. 3925.pdf

Requisiti: Grave negligenza o malafede ed errore grave

Sussiste in capo al concorrente il dovere di dichiarare tutte le vicende pregresse, concernenti fatti risolutivi, errori o altre negligenze, comunque rilevanti ai sensi dell'art. 38, comma 1, lett. f), d.lgs. n. 103 del 2006 (previgente codice dei contratti pubblici) occorse in precedenti rapporti contrattuali con pubbliche amministrazioni diverse dalla stazione appaltante, giacché tale dichiarazione attiene ai principi di lealtà e affidabilità contrattuale e professionale che presiedono ai rapporti tra partecipanti e stazione appaltante, poiché al concorrente non è rimesso alcun potere di scelta in ordine ai propri precedenti, il cui controllo ed in specie sulla eventuale gravità spetta unicamente alla sfera di discrezionalità valutativa dell’amministrazione committente. A nulla rileva, inoltre, che i precedenti professionali negativi si siano chiusi con transazione o con risoluzione consensuale, posto che tali circostanze potranno rilevare solo nella fase della valutazione della gravità e della affidabilità professionale rimessa alla stazione appaltante.

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Terzi estranei alla procedura di gara e accesso agli atti.

29 Giugno 2018 | di Carlo M. Tanzarella

Cons. St., Sez. V, 27 giugno 2018, n. 3953.pdf

Cons. St., Sez. V, 27 giugno 2018, n. 3953.pdf

Accesso agli atti

La natura di norma eccezionale della disciplina sull’accesso agli atti delle procedure di gara (art. 13 del D.lgs. n. 163/2006 e art. 53 del D.lgs. n. 50/2016) non preclude ai terzi diversi dai concorrenti, che vantino un interesse meritevole di tutela in relazione alla conoscenza dei documenti di gara, di esperire l’accesso secondo la disciplina generale prevista dagli articoli 22 e seguenti della legge sul procedimento amministrativo.

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Affidabilità del concorrente e discrezionalità dell’Amministrazione aggiudicatrice.

29 Giugno 2018 | di Carlo M. Tanzarella

Tar Lazio, Roma, 26 giugno 2018, n. 7130_0.pdf

Tar Lazio, Roma, 26 giugno 2018, n. 7130_0.pdf

Requisiti: Grave negligenza o malafede ed errore grave

L’Art. 80 del nuovo codice dei contratti pubblici contiene un elenco non tassativo delle cause di esclusione, sicché permangono margini di discrezionalità nella valutazione delle circostanze incidenti sull’affidabilità del concorrente.

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Rito speciale: il termine per ricorrere decorre dalla piena conoscenza

28 Giugno 2018 | di Giordana Strazza

Tar Campania, Napoli, 22 giugo 2018, n. 4211.pdf

Tar Campania, Napoli, 22 giugo 2018, n. 4211.pdf

Rito speciale in materia di contratti pubblici

In caso di censure vertenti, principalmente o esclusivamente, su profili contenutistici o formali dell'offerta tecnica dell'aggiudicataria, i cui presunti vizi si riflettono sull'aggiudicazione, profili che, di regola, non sono conoscibili con la mera lettura del testo della comunicazione di aggiudicazione ex art. 76, comma 5, d.lgs. n. 50 del 2016, il dies a quo del termine per ricorrere, ex art. 120, co. 5, c.p.a. va posticipato al momento dell'effettiva cognizione dell'effetto lesivo e, quindi, decorre dall'accesso agli atti di gara da cui esso è reso percepibile, a meno di non volere imporre alla parte ricorrente un problematico ricorso "al buio".

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Sulla modifica del regolamento per il rilascio dei pareri di precontenzioso Anac e sulla salvaguardia del principio di legalità

28 Giugno 2018 | di Giordana Strazza

Cons. St., comm. spec., 26 giugno 2018, n. 1632.pdf

Cons. St., comm. spec., 26 giugno 2018, n. 1632.pdf

Autorità nazionale anticorruzione

Il Consiglio di Stato ha reso il parere, in parte interlocutorio, sulla modifica del regolamento per il rilascio dei pareri di precontenzioso Anac.

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In assenza dell'adempimento pubblicitario ex art. 29, co. 1, c.c.p., l'atto di ammissione non assume “valore provvedimentale autonomo”

27 Giugno 2018 | di Lavinia Samuelli Ferretti

TAR Puglia

Rito speciale in materia di contratti pubblici

Se la stazione appaltante non pubblica gli atti secondo quanto previsto dall'art. 29 del d.lgs. n. 50 del 2016, nessun onere di impugnazione sorge in capo ai concorrenti fino al momento dell'aggiudicazione definitiva dell'appalto in quanto l'atto di ammissione rimane mero atto endoprocedimentale.

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Alla CGUE se l'illecito antitrust può integrare un grave errore professionale ai sensi dell'art. 38 co. 1, lett. f), D.Lgs. n. 163 del 2006

27 Giugno 2018 | di Lavinia Samuelli Ferretti

TAR Piemonte

Requisiti: Grave negligenza o malafede ed errore grave

Il TAR Piemonte ha sottoposto alla CGUE la seguente questione «se il combinato disposto da una parte degli artt. 53, paragrafo 3, e 54, paragrafo 4, della Direttiva 2004/17/CE, e dell'art. 45, paragrafo 2, lett. d), della Direttiva 2004/18/CE osti ad una previsione, come l'art. 38, comma 1, lett. f), d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, come interpretato dalla giurisprudenza nazionale, che esclude dalla sfera di operatività del c.d. “errore grave” commesso da un operatore economico “nell'esercizio della propria attività professionale”, i comportamenti integranti violazione delle norme sulla concorrenza accertati e sanzionati dalla Autorità nazionale antitrust con provvedimento confermato in sede giurisdizionale».

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La dichiarazione sintetica dei soggetti muniti di poteri di rappresentanza è valida anche nel procedimento per il rilascio della SOA

26 Giugno 2018 | di Ester Santoro

Consiglio di Stato

Controllo sul possesso dei requisiti

È applicabile anche al procedimento volto ad ottenere il rilascio dell’attestazione SOA il principio secondo cui non assumono rilievo eventuali vizi formali relativi alla completezza o meno della dichiarazione di cui all’art. 38 del D.Lgs. n. 163 del 2006. Sicché, nell’ipotesi in cui la predetta dichiarazione non contenga la menzione nominativa di tutti i soggetti muniti di poteri rappresentativi della società, ma quest’ultimi possono essere agevolmente identificati mediante l’accesso a banche dati ufficiali o a registri pubblici, non è necessario procedere alla regolarizzazione mediante l’esercizio del potere di soccorso istruttorio.

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Revisione dei prezzi: azione demolitoria o di accertamento? Riflessi sul termine a ricorrere

26 Giugno 2018 | di Ester Santoro

Consiglio di Stato

Varianti in corso di esecuzione e adeguamento prezzi

La domanda giudiziale avente ad oggetto la revisione dei prezzi deve essere definita secondo un’indagine di tipo bifasico, volta dapprima all’accertamento dei presupposti per il riconoscimento del compenso revisionale – aspetto per il quale è consentito il giudizio impugnatorio riferito all’atto autoritativo della P.A. e/o al silenzio-rifiuto – ed in un secondo momento alla verifica del quantum debeatur, secondo i meccanismi propri della tutela delle posizioni di diritto soggettivo. Ne consegue che qualunque tipo di provvedimento adottato dall’Amministrazione nell’esercizio della propria attività discrezionale (compreso quello che neghi l’avvio dell’istruttoria di cui all’art. 115, D.Lgs. n. 163 del 2006), deve essere impugnato dal privato che ne assume l’illegittimità nei termini decadenziali del giudizio impugnatorio, anche nel caso di denuncia della nullità delle clausole limitative alla revisione contenute nella lex specialis.

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In G.U. il regolamento del dibattito pubblico

26 Giugno 2018 | di Redazione Scientifica

Decreto 10 maggio 2018, n. 76.pdf

Dibattito pubblico

Nella Gazzetta Ufficiale del 25 giugno 20178 n. 145 è stato pubblicato il Decreto 10 maggio 2018, n. 76, «Regolamento recante modalità di svolgimento, tipologie e soglie dimensionali delle opere sottoposte a dibattito pubblico».

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