Quesiti Operativi

Il necessario possesso dei requisiti di partecipazione sin dalla data di scadenza del termine per la presentazione dell'offerta

 

È derogabile il principio secondo cui i requisiti di partecipazione devono essere posseduti dal concorrente dalla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda?

 

Dal punto di vista normativo, l'art. 2, comma 7, d.P.R. 9 maggio 1994, n. 487, in tema di accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni, testualmente dispone che «I requisiti prescritti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nel bando di concorso per la presentazione della domanda di ammissione».

Al riguardo, la giurisprudenza amministrativa ha avuto modo di chiarire che tale disposizione costituisce espressione di un principio ordinamentale di carattere generale, strettamente connesso con i canoni di imparzialità dell'amministrazione e di parità di trattamento dei candidati e, come tale, applicabile ad ogni tipologia di procedura concorsuale pubblica.

A ben vedere, infatti, la determinazione di una data non coincidente con quella di scadenza del termine per la presentazione delle domande può comportare il rischio di ingiustificate disparità di trattamento tra gli operatori concorrenti, così introducendo un'illegittima selezione all'ingresso degli aspiranti candidati.

Proprio alla luce di ciò, il Consiglio di Stato ha recentemente ribadito che il principio della maturazione dei requisiti alla data di scadenza della presentazione della domanda, a parte i casi espressamente previsti da una disposizione normativa, è derogabile «solo ove vi siano specifiche e comprovate ragioni di interesse pubblico, ad esempio quando si tratti di dare una ragionata esecuzione a statuizioni dei giudici ovvero qualora vi sia l'esigenza di rispettare una successione cronologica tra procedimenti collegati, o di salvaguardare posizioni legittimamente acquisite dai soggetti interessati a concorsi interni» (Cons. St., Sez. III, 11 marzo 2016, n. 965).

In assenza, quindi, di comprovate ragioni di interesse pubblico, deve ritenersi illegittima la clausola del bando di una procedura concorsuale laddove prevede che un requisito di partecipazione debba essere posseduto e comprovato con riferimento ad una data diversa da quella stabilita per la presentazione delle domande.

Ciò chiarito, con specifico riferimento alle procedure pubbliche di affidamento di lavori, servizi e forniture, l'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha altresì confermato che i requisiti di partecipazione alle devono essere conservati, senza soluzione di continuità, anche per tutta la durata della procedura fino all'aggiudicazione definitiva ed alla stipula del contratto, nonché per tutto il periodo dell'esecuzione dello stesso.

Ciò, «non in virtù di un astratto e vacuo formalismo procedimentale, quanto piuttosto a garanzia della permanenza della serietà e della volontà dell'impresa di presentare un'offerta credibile e dunque della sicurezza per la stazione appaltante dell'instaurazione di un rapporto con un soggetto, che, dalla candidatura in sede di gara fino alla stipula del contratto e poi ancora fino all'adempimento dell'obbligazione contrattuale, sia provvisto di tutti i requisiti di ordine generale e tecnico-economico-professionale necessarii per contrattare con la P.A.» (Cons. St., Ad. plen., 20 luglio 2015, n. 8).

 

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