Quesiti Operativi

Il licenziamento per giustificato motivo quale indice di effettiva dissociazione dell'impresa concorrente

 

Il licenziamento per giustificato motivo può costituire una misura di effettiva e completa dissociazione dell'impresa dalla condotta illecita posta in essere dal precedente amministratore?

 

Come noto, la causa ostativa di cui all'art. 38, comma 1, lett. c), d.lgs. n. 163 del 2006 opera anche nei confronti dei soggetti apicali cessati dalla carica nell'anno antecedente alla pubblicazione del bando di gara, salvo che l'impresa concorrente non sia in grado di dimostrare che vi sia stata «completa ed effettiva dissociazione» dalla condotta penalmente sanzionata del soggetto cessato dalla carica.

Al fine di presidiare il buon andamento dell'azione amministrativa, la norma ha dunque introdotto una presunzione di inaffidabilità professionale a carico dell'impresa i cui soggetti apicali cessati dalla carica nell'anno antecedente alla pubblicazione del bando di gara siano stati attinti da provvedimenti definitivi di condanna per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità ed incidenti sulla moralità professionale.

Nondimeno, tale presunzione ha carattere relativo, essendo vincibile dal concorrente che fornisca alla stazione appaltante la prova della totale cesura tra la compagine aziendale e la precedente gestione, attuata mediante l'adozione di misure idonee ad interrompere il nesso di identificazione e di collegamento presunti tra i soggetti cessati e la società stessa.

In particolare, in assenza di un'esplicita codificazione legislativa, la condotta dissociativa dell'impresa può ritenersi integrata in molteplici modi, purché essa risulti esistente, univoca e completa (cfr. Cons. St., Sez. V, 30 aprile 2014, n. 2271).

In tale ottica, ai fini della comprova della concreta dissociazione dell'impresa concorrente rispetto alla condotta criminosa posta dalla precedente amministrazione, non può ritenersi sufficiente una generica e formale dichiarazione di dissociazione, occorrendo invece che l'impresa documenti tangibilmente l'effettiva interruzione del nesso di collegamento con i soggetti apicali cessati attinti da un provvedimento definitivo di condanna per uno dei reati tipizzati dall'art. 38, comma 1, lett. c), d.lgs. n. 163 del 2006.

A tale riguardo, la giurisprudenza amministrativa ha recentemente ritenuto che la sanzione del licenziamento per giustificato motivo integra a tutti gli effetti una misura idonea a realizzare una valida dissociazione dell'impresa concorrente rispetto al soggetto apicale cessato (cfr. Cons. St., Sez. V, 15 marzo 2016, n. 1024).

Ed infatti, ad avviso del Consiglio di Stato, pur dovendosi assicurare che la nozione di «completa ed effettiva dissociazione» sia intesa in modo rigoroso, la sanzione del licenziamento per giustificato motivo, stante il suo carattere massimamente afflittivo, appare di per sé sintomatica di una completa cesura, senza che rilevi la successiva adozione di ulteriori misure, quali l'azione risarcitoria a carico del dipendente.

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