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News su Offerte anomale

Competenza e motivazione del giudizio di anomalia

09 Maggio 2017 | di Massimo Nunziata

TAR Sardegna

Offerte anomale

La verifica relativa all’anomalia dell’offerta deve essere condotta dal RUP e, in caso di esito positivo, può essere motivata anche per relationem ai giustificativi presentati dall’impresa.

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Verifica di anomalia dell’offerta: una ipotesi di scuola di manifesta illogicità dell’azione amministrativa

18 Aprile 2017 | di Marco Calaresu

TAR SARDEGNA

Offerte anomale

Secondo il consolidato insegnamento giurisprudenziale il sindacato del giudice amministrativo sull’operato della stazione appaltante in sede di verifica dell’anomalia delle offerte è limitato ad una valutazione dell’attività istruttoria sotto il profilo della logicità e congruità della stessa. Al giudice amministrativo è pertanto preclusa la possibilità di operare autonomamente alcuna verifica della congruità dell’offerta presentata e delle singole voci, poiché, così facendo, invaderebbe una sfera propria della P.A., connotata dall’esercizio di discrezionalità tecnica. Costituisce un’ipotesi di scuola di manifesta illogicità dell’operato dell’amministrazione la situazione in cui a fronte di puntuali, dettagliati e stringenti rilievi mossi dalla stazione appaltante, in fase istruttoria, sull’offerta, la stessa conclude, con un evidente e manifesto salto logico, per la congruità dell’offerta stessa in assenza di una giustificazione idonea a superare i rilievi riscontrati.

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In sede di verifica delle offerte anomale, la S.A. può “specificare” anche in itinere le ragioni dell’anomalia

12 Aprile 2017 | di Guido Befani

Consiglio di Stato

Offerte anomale

Il procedimento di verifica dell’offerta anomala rappresenta una fattispecie a formazione progressiva e consente alla stazione appaltante, ove ritenga l’offerta nel suo complesso scarsamente remunerativa, di avviare tale procedimento con una richiesta prima ad ampio spettro e poi, via via che l’iter si svolge, sempre più mirata all’evidenziazione delle cause in ragione delle quali l’offerta potrebbe essere ritenuta effettivamente anomala.

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Sindacabilità della valutazione di anomalia svolta dalla stazione appaltante

28 Marzo 2017 | di Giusj Simone

TAR LAZIO

Offerte anomale

La valutazione di anomalia investe l’attendibilità dell’offerta economica nel suo insieme, essendo irrilevanti specifiche errate rappresentazioni di costi, qualora compensate, come nella fattispecie, da corrispondenti economie; l’interesse pubblico alla sostenibilità economica dell’appalto deve essere ritenuto adeguatamente tutelato se l’offerta, nel suo insieme, risulta economicamente sostenibile, dovendosi esprimere un giudizio globale sulla stessa, anziché un sindacato analitico sulla corretta quantificazione delle singole voci di costo.

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Nella verifica dell’anomalia la commissione non può richiamare acriticamente le conclusioni di un consulente esterno

20 Marzo 2017 | di Francesco Pignatiello

TAR PUGLIA

Offerte anomale

È illegittima la valutazione di non sostenibilità dell’offerta in cui la commissione si limiti a richiamare acriticamente le conclusioni di un consulente esterno di cui si è avvalsa per una più approfondita verifica della congruità.

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Anche sotto la vigenza del nuovo codice appalti le tabelle ministeriali esprimono una funzione di parametro di riferimento da cui ci si può discostare

20 Marzo 2017 | di Francesco Pignatiello

TAR PUGLIA

Offerte anomale

Le tabelle ministeriali, anche sotto la vigenza del nuovo codice, costituiscono un parametro di riferimento da cui ci si può discostare in sede di giustificazioni dell’anomalia sulla scorta di una dimostrazione puntuale e rigorosa della sostenibilità dei costi, atteso che non attengono al trattamento minimo salariale stabilito dalla legge.

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Il “taglio delle ali” in presenza di offerte con uguale ribasso: due questioni rimesse all’Adunanza Plenaria

14 Marzo 2017 | di Sabrina Tranquilli

Consiglio di Stato

Offerte anomale

La Terza sezione del Consiglio di Stato ha rimesso all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato due questioni interpretative relative al calcolo del cd. “taglio delle ali”, in presenza di offerte di uguale valore percentuale di ribasso. Il Collegio pur sollevando le questioni interpretative con riferimento agli artt. 86 comma 1, del d. lgs. n. 163 del 2006 e 121, comma 1, secondo periodo, del d.P.R. n. 207 del 2010, ha tuttavia evidenziato “l’inevitabile proiezione di tale dubbio, in assenza di previsione regolamentare, anche sulla futura applicazione della analoga disposizione di cui all’art. 97, comma 2, lett. a), del d. lgs. n. 50 del 2016”.

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La verifica di congruità dell’offerta con particolare riguardo ai costi del lavoro

06 Marzo 2017 | di Claudio Fanasca

Consiglio di Stato

Offerte anomale

Nel procedimento di valutazione dell’anomalia sono ammesse le giustificazioni sui costi che si fondano su errori di calcolo, su fatti sopravvenuti o su sopravvenienze normative, alla cui stregua risulti comunque chiara la congruità e adeguatezza dell’offerta così come originariamente formulata, fermo restando che la stessa deve essere immodificabile nei suoi contenuti. In sede di verifica della congruità dei costi del lavoro nell’ambito del procedimento di valutazione della possibile anomalia dell’offerta, la stazione appaltante deve utilizzare le relative tabelle ministeriali, prendendo a riferimento il costo medio orario e moltiplicandolo per il numero delle ore che è ragionevolmente necessario al personale dei vari livelli per svolgere il servizio a base di gara.

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Sul sub-procedimento di verifica dell’offerta anomala

24 Febbraio 2017 | di Maria Stella Bonomi

TAR TOSCANA

Offerte anomale

Il TAR precisa che il sub-procedimento di verifica dell’anomalia mira ad accertare l’attendibilità dell’offerta economica nel suo complesso, in relazione alla corretta esecuzione dell’appalto. Non assumono, dunque, rilevanza le singole inesattezze della stessa offerta.

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Utile “risibile” nelle offerte dei soggetti senza scopi di lucro

16 Febbraio 2017 | di Enrico Zampetti

TAR

Offerte anomale

Il principio del c.d. utile necessario non è applicabile ai soggetti che operano per scopi sociali o mutualistici, dal momento che per tali soggetti l’obbligatoria indicazione di un utile d’impresa si tradurrebbe in una prescrizione incoerente con la relativa vocazione non lucrativa. Un’offerta presentata da un soggetto che opera senza scopi di lucro non può essere considerata anomala ovvero inaffidabile/inattendibile soltanto perché caratterizzata dall’assenza di utile o da un utile c.d. “risibile”.

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