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News su Risarcimento del danno

Termine di decadenza per la proposizione di domanda risarcitoria autonoma

14 Novembre 2016 | di Simone Abrate

TAR

Risarcimento del danno

La sentenza precisa che il termine di decadenza di centoventi giorni, previsto dai commi terzo e quinto dell’art. 30 c.p.a. ai fini della proponibilità dell’azione di risarcimento dei danni derivanti dall’illegittimo esercizio dell’attività amministrativa, non trova applicazione agli illeciti perfezionatisi anteriormente all’entrata in vigore del d.lgs. n. 104 del 2010. Aggiunge poi che, anche se il principio dell’assenza di una stretta pregiudiziale amministrativa, contenuto nel d.lgs. n. 104 del 2010, deve ritenersi estensibile in via interpretativa anche a situazioni anteriori alla sua entrata in vigore la domanda di annullamento proposta prima dell’entrata in vigore del c.p.a., è comunque idonea a interrompere la prescrizione dell'azione di risarcimento, di talché il decorso del termine di prescrizione deve considerarsi come sospeso per tutta la durata di quel giudizio.

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Una interessante pronuncia del Consiglio di Stato in ordine ai criteri per la quantificazione del danno

04 Novembre 2016 | di Angelica Cardi

Consiglio di Stato

Risarcimento del danno

Il Collegio respinge la richiesta risarcitoria relativa al cd. danno emergente lamentato dall’appellante in ordine alle spese per la partecipazione alla gara: la partecipazione non è un effetto lesivo, ma è solo il presupposto di base nel cui contesto si è poi manifestato il fatto lesivo.

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Sulla determinazione con criterio forfettario del pregiudizio economico subito

19 Ottobre 2016 | di Annalaura Leoni

Cons. St., Sez. V, 17 ottobre 2016, n. 4272.pdf

Risarcimento del danno

Per la determinazione del risarcimento del danno per la mancata aggiudicazione di una procedura di affidamento deve escludersi l’utilizzo del criterio forfettario di una percentuale del prezzo a base d’asta, dovendosi parametrare il risarcimento al lucro cessante, consistente nell’utile che l’impresa avrebbe tratto dall’esecuzione del contratto, da cui sottrarre quanto percepito per lo svolgimento di attività lucrative alternative nel periodo in cui il contratto stesso avrebbe trovato esecuzione.

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Nessun risarcimento consegue alla pronuncia d’improcedibilità per mancata impugnazione della nuova aggiudicazione

12 Ottobre 2016 | di Esper Tedeschi

Consiglio di Stato

Risarcimento del danno

L’omessa impugnazione della nuova aggiudicazione alla controinteressata, effettuata da parte dell’amministrazione ad esito di una nuova istruttoria, alla luce delle censure dedotte nel ricorso introduttivo e del contenuto dispositivo dell’ordinanza cautelare, pregiudica l’interesse della società ricorrente all’affidamento del servizio; ne consegue che, ove non è stata fatta contestazione di tale autonomo e secondo atto di aggiudicazione, l’interesse medesimo non è suscettibile nemmeno di trovare in giustizia ristoro sul piano risarcitorio.

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Risarcimento del danno e “pregiudiziale mascherata” in materia di contratti pubblici

30 Settembre 2016 | di Flaminia Aperio Bella

Consiglio di Stato

Risarcimento del danno

Non può essere accolta la domanda di risarcimento in forma specifica con subentro nel contratto proposta dal concorrente la cui esclusione sia stata annullata in via giurisdizionale e che, in sede di impugnazione, non abbia censurato l’aggiudicazione né chiesto la declaratoria di inefficacia del contratto. Neppure è fondata la richiesta di risarcimento per equivalente in quanto la mancata impugnazione dell’aggiudicazione è valutabile dal giudice ai sensi dell’art. 1227 c.c.

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Responsabilità precontrattuale della P.A. per mancata stipula del contratto?

19 Settembre 2016 | di Guglielmo Aldo Giuffrè

TAR

Risarcimento del danno

Pur essendo astrattamente fondata, se esperita nei termini di legge, la richiesta di risarcimento dei danni subiti dall’aggiudicataria in ragione della mancata successiva stipula del contratto sul quale aveva riposto il proprio legittimo affidamento, la stessa deve ritenersi infondata qualora l’aggiudicataria non si sia tempestivamente attivata per la tutela della propria posizione già in sede procedimentale, manifestando così sostanziale disinteresse per l’attuazione del programma negoziale.

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La revoca dell’aggiudicazione provvisoria non dà luogo a risarcimento del danno

01 Settembre 2016 | di Claudio Fanasca

TAR

Risarcimento del danno

È inammissibile la domanda risarcitoria per equivalente allorché l’immediata tutela ripristinatoria non possa essere utilmente conseguita per cause sopravvenute riguardanti il ricorrente (come nel caso di offerta successivamente risultata al di sotto della soglia di anomalia). In ogni caso, tale domanda è infondata laddove diretta a contestare la pretesa e inconfigurabile illegittimità dell’autotutela sull’aggiudicazione provvisoria, siccome mero atto endoprocedimentale ad effetti ancora instabili e del tutto interinali, peraltro senza la previa impugnazione degli atti ritenuti lesivi, con tutto quel che ne deriva in termini di insussistenza del nesso di causalità.

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La “revoca” dell’aggiudicazione provvisoria per motivi finanziari o di interesse pubblico non è fonte di risarcimento del danno

31 Agosto 2016 | di Francesco Elefante

Consiglio di Stato

Risarcimento del danno

La revoca dell’aggiudicazione provvisoria di un appalto motivata da motivi economici o di interesse pubblico, in quanto atto endoprocedimentale instabile e ad effetti interinali, non ingenera un affidamento tutelabile in via risarcitoria, alla stessa stregua della non aggiudicazione della gara per inidoneità o non convenienza di tutte le offerte ex art. 81 d.lgs. n. 163 del 2006 (oggi art. 95, comma 12, d.lgs. 50 del 2016).

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Nessun risarcimento nel caso di necessaria rivalutazione delle offerte conseguente a giudicato

30 Agosto 2016 | di Angelica Cardi

TAR

Risarcimento del danno

L’annullamento dell’aggiudicazione definitiva per l’illegittima mancata esclusione dell’offerta di un concorrente comporta, alla luce del metodo utilizzato per la valutazione delle offerte tecniche, che la Commissione di gara debba procedere ad una nuova valutazione delle offerte con l’attribuzione di nuovi punteggi. Conseguentemente, deve escludersi il nesso di causalità tra l’illegittimità dell’atto lesivo e il danno lamentato, permanendo per l’Amministrazione, dopo l’annullamento dell’atto illegittimo in sede giurisdizionale, un ambito di apprezzamento discrezionale in ordine al soddisfacimento dell’interesse pretensivo e restando impregiudicata la possibilità di una legittima diversa determinazione.

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Condizioni per il risarcimento del danno e per la relativa quantificazione

25 Luglio 2016 | di Claudio Fanasca

Consiglio di Stato

Risarcimento del danno

In caso di revoca dell’aggiudicazione non ancora divenuta efficace non sussistono le condizioni per la condanna al pagamento dell’indennità di cui all’art. 1, comma 13, d.l. n. 95 del 2012, convertito dalla l. n. 135 del 2012, né per la condanna al pagamento del risarcimento del danno da illegittima mancata aggiudicazione del contratto. Per quanto riguarda invece la quantificazione del danno da responsabilità precontrattuale non si applica la compensazione fra detto pregiudizio e l’utile ricavato dall’esecuzione delle prestazioni del contratto prorogato, dal momento che hanno natura diversa, costituendo, il primo, un danno ingiusto e, il secondo, il corrispettivo della prestazione resa in favore dell’amministrazione.

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