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Sull'effetto lesivo del provvedimento di nomina dei componenti della Commissione giudicatrice

17 Gennaio 2019 | di Tommaso Rossi

Cons. St.

Rito speciale in materia di contratti pubblici

Le censure riguardanti la composizione della commissione giudicatrice di una gara pubblica possono essere proposte soltanto all'esito dell'intero procedimento amministrativo, con l'approvazione delle operazioni di gara, laddove si ha l'effettiva lesione della sfera giuridica dell'interessato. La nomina della Commissione, al pari degli atti compiuti dalla stessa nel corso della procedura, non produce di per sé un effetto lesivo immediato tale da implicare l'onere di immediata impugnazione.

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Le Sezioni Unite sulla giurisdizione del G.O. su una procedura di gara indetta dal concessionario trasporto locale per la locazione di spazi ad uso bar

17 Gennaio 2019 | di Tommaso Rossi

Cass. Civ

Organismo di diritto pubblico

Spetta al Giudice Ordinario la controversia sulla legittimità del provvedimento che conclude la procedura di gara volta all'individuazione dei contraenti per lo svolgimento dell'attività di bar-ristorazione, da stipularsi da parte del concessionario del trasporto pubblico locale con riguardo agli immobili commerciali ad esso concessi da parte del Comune e posti all'interno delle stazioni della metropolitana. Ciò in quanto il rapporto tra concedente e concessionario, peraltro società “in house”, non ha alcuna rilevanza nei confronti del terzo contraente, il quale resta del tutto estraneo ad esso instaurando con il concessionario un rapporto di diritto privato.

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Inapplicabilità dell'istituto dell'accesso generalizzato alla documentazione relativa alle procedure di affidamento e all'esecuzione dei contratti pubblici

17 Gennaio 2019 | di Giusj Simone

TAR Lazio

Accesso agli atti

L'accesso agli atti concernenti la procedura di affidamento e la fase di esecuzione dei contratti pubblici è oggetto di una disciplina ad hoc, costituita dalle apposite disposizioni contenute nel Codice dei contratti pubblici e, ove non derogate, da quelle in tema di accesso ordinario recate dalla L. n. 241/1990. In tale ambito non trova perciò applicazione l'istituto dell'accesso civico generalizzato, stante la clausola di esclusione contenuta nell'art. 5-bis, comma 3, del D.lgs. n. 33/2013.

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Il possesso dei requisiti per lavori pubblici va parametrato all'importo dei lavori nel suo complesso

17 Gennaio 2019 | di Giusj Simone

TAR Lazio

Qualificazione per eseguire lavori pubblici

L'art. 90 del d.P.R. n. 207/2010, rubricato “Requisiti per lavori pubblici di importo pari o inferiore a 150.000 euro”, è letteralmente circoscritto ai soli lavori il cui intero importo contrattuale è contenuto entro detto importo e non consente un'interpretazione che legittimi al riguardo una considerazione frazionata dell'oggetto del contratto. Diversamente opinando si finirebbe per ammettere che qualsiasi appalto di importo superiore a detta soglia possa essere eseguito da tante imprese non qualificate purché le stesse eseguano una quota di lavori inferiore ad euro 150.000,00, il tutto con una palese quanto illegittima elusione dell'obbligo di qualificazione prescritto dalla legge.

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Un'impresa non può essere estromessa dal RTI in corso di gara per sanare ex post l'originaria carenza di un requisito di partecipazione

16 Gennaio 2019 | di Alessandra Coiante

Tar Lazio

Raggruppamento temporaneo di imprese

L'art. 48, comma 19, del Codice dei contratti esclude espressamente, per i raggruppamenti temporanei di imprese, l'ammissibilità di una modifica soggettiva “finalizzata ad eludere la mancanza di un requisito di partecipazione alla gara”, con la conseguenza che un'impresa partecipante ad un RTI non può essere estromessa, nel corso della gara, al fine di evitare l'esclusione dalla stessa.

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Inefficacia dell'aggiudicazione nonostante il previo giudicato sulla sua legittimità

16 Gennaio 2019 | di Sabrina Tranquilli

Rito speciale in materia di contratti pubblici

È ammissibile il ricorso proposto contro l'aggiudicazione per contestare l'illegittimità della “comprova” dei requisiti (ex art. 48 del d.lgs. n. 163 del 2006, ratione temporis applicabile) nonostante la medesima aggiudicazione fosse stata già impugnata, dalla stessa ricorrente, in un precedente giudizio definitivamente concluso con la declaratoria della sua legittimità.

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L'inesatta indicazione del costo della manodopera non comporta l'esclusione

15 Gennaio 2019 | di Lavinia Samuelli Ferretti

Tar Emilia Romagna

Offerte anomale

L'inesatta quantificazione del costo della manodopera non comporta l'esclusione dell'offerta in applicazione dell'art. 95 d.lgs. n. 50 del 2016, potendo essere disposta solo in caso di omessa indicazione di tali costi.

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Rilevanza ai fini escludenti della contestazione della risoluzione di un precedente contratto successivamente alla presentazione dell'offerta

15 Gennaio 2019 | di Lavinia Samuelli Ferretti

TAR Lazio

Requisiti: Grave negligenza o malafede ed errore grave

La risoluzione contrattuale anticipata, contestata in giudizio, successivamente alla presentazione dell'offerta, senza che sia intervenuta la definizione dello stesso, non comporta l'esclusione dell'operatore economico ai sensi dell'art. 80 comma 5 lett. c) del Codice.

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Sull’inammissibilità della domanda autonoma di accertamento del diritto alla revisione dei prezzi

11 Gennaio 2019 | di Francesca Cernuto

TAR

Varianti in corso di esecuzione e adeguamento prezzi

L’affidatario di un contratto di appalto che intenda ottenere la revisione dei prezzi è onerato della proposizione della relativa istanza all’Amministrazione, potendo impugnarne gli esiti espressi ovvero l’eventuale silenzio inadempimento formatosi, mentre è inammissibile un’azione autonoma tesa ad accertare il predetto diritto.

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L’operatore escluso può censurare il provvedimento di aggiudicazione?

11 Gennaio 2019 | di Francesca Cernuto

Consiglio di Stato

Rito speciale in materia di contratti pubblici

L’operatore economico, legittimamente escluso dalla gara, versa in una situazione di carenza di legittimazione rispetto all’impugnazione del successivo provvedimento di aggiudicazione, non potendo neppure invocare l’interesse strumentale alla rinnovazione dell’intera procedura di gara. L’omesso esame della domanda in parte qua non integra un’ipotesi di eccesso di potere giurisdizionale, in linea con i principi da ultimo espressi dalla Corte Costituzionale, nella sentenza 18 gennaio 2018, n. 6.

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