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Le imprese concorrenti devono dichiarare tutte le pregresse risoluzioni contrattuali a pena di esclusione

10 Maggio 2016 | di Federica Moschella

Consiglio di Stato

Requisiti: Grave negligenza o malafede ed errore grave

In conformità all’onere collaborativo che sottende i rapporti con la pubblica amministrazione, il requisito, e i relativi obblighi dichiarativi, di cui all’art. 12, comma 1, lett. c), d.lgs. n. 157 del 1995 – cui corrisponde la fattispecie ex art. 38, comma 1, lett. f), ultima parte, d.lgs. n. 163 del 2006 – non può riferirsi ai soli errori commessi in precedenti rapporti con la stazione che ha indetto la gara. Le imprese concorrenti devono pertanto dichiarare, a pena di esclusione, le pregresse risoluzioni contrattuali anche se relative ad appalti affidati da altre stazioni appaltanti - diverse da quella che ha bandito la gara che, normalmente, non è a conoscenza di tali fatti - atteso che tale causa di esclusione è posta a garanzia del rapporto fiduciario con la pubblica amministrazione.

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Presupposti di iscrizione nel casellario informatico: dichiarazioni mendaci per l’attestazione SOA

10 Maggio 2016 | di Federica Moschella

Consiglio di Stato

Requisiti: Falsa dichiarazione e falsa documentazione

Gli operatori economici impegnati nel settore dei pubblici appalti, al fine di garantire l’affidabilità e la sicurezza richiesta, devono adempiere con la massima diligenza gli oneri dichiarativi, funzionali all’acquisizione delle attestazioni di qualificazione utili alla partecipazione alle gare, in quanto la sensibilità e il rango elevato degli interessi in gioco implica l’impiego della diligenza professionale corrispondente a quella di matrice civilistica da parte dei soggetti contraenti con l’Amministrazione. A tutela dei suddetti principi, l’art. 40, comma 9-quater, d.lgs. n. 163 del 2006 prevede un meccanismo sanzionatorio per le ipotesi di dichiarazioni mendaci rese con dolo o colpa grave.

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Obbligo di dichiarazione dei precedenti penali ed esclusione dalla gara

09 Maggio 2016 | di Angelica Cardi

TAR

Soccorso istruttorio

Il principio di parità di trattamento e l’obbligo di trasparenza obbligano l’Amministrazione ad escludere un operatore che non abbia comunicato un documento o un’informazione la cui produzione era prevista dalla lex specialis a pena di esclusione e non vi è possibilità di invocare il soccorso istruttorio né il cd. falso innocuo.

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Il risarcimento del danno e annullamento d’ufficio in autotutela

09 Maggio 2016 | di Angelica Cardi

Cons. giust. amm. Sicilia

Risarcimento del danno

Il provvedimento di autotutela, anche nel caso di aggiudicazione provvisoria, deve comunque esternare le ragioni di fatto e di diritto sulla base delle quali l’Amministrazione si è determinata a provvedere in tal senso, con conseguente obbligo della stazione appaltante di risarcire i danni derivanti dall’atto che le abbia omesse.

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Acta est fabula: dopo la sentenza “Puligienica” il ricorso incidentale non è più escludente

09 Maggio 2016 | di Sabrina Tranquilli

TAR

Rito speciale in materia di contratti pubblici

La regola dell'esame prioritario del ricorso incidentale escludente rispetto al ricorso principale deve ritenersi definitivamente superata per effetto della sentenza Puligienica (Corte giust. UE, grande Sez., 5 aprile 2016, C- 689/13). La suddetta sentenza ha infatti sancito che il numero di partecipanti alla procedura di aggiudicazione dell’appalto pubblico, il numero dei ricorrenti e la divergenza dei motivi dedotti in giudizio, sono privi di rilevanza ai fini dell’applicazione del principio giurisprudenziale della sentenza Fastweb (Corte giust. UE, Sez. X, 4 luglio 2013, C-100/2012) riconoscendo dunque che, in tali circostante, vi è la necessità di esaminare entrambi i ricorsi.

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Sulla natura non vincolante dei pareri espressi dall’ANAC ex art. 6, comma 7, d.lgs. n. 163/2006 e sulla non risarcibilità dei danni evitabili con la diligente utilizzazione degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento

06 Maggio 2016 | di Giusj Simone

TAR

Autorità nazionale anticorruzione

Con la sentenza n. 5019, scaturita dalla iniziativa giurisdizionale di una stazione appaltante volta a contestare il contenuto di due pareri di precontenzioso resi dalla allora AVCP, ora ANAC, sulla gara bandita dalla stazione appaltante medesima, l’adito TAR ha modo di ribadire, per un verso, l’ “incontroverso quadro normativo e giurisprudenziale” sulla mancanza di valore cogente dei pareri resi dall’ANAC nell’esercizio del potere consultivo di cui all’art. 6, comma 7, lett. n), del d.lgs. n. 163/2006, e, per altro verso, il canone ermeneutico della non risarcibilità dei danni evitabili con l’impugnazione del provvedimento e con la diligente utilizzazione degli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento.

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Sul fenomeno della eterointegrazione normativa del bando di gara in materia di comunicazioni tra amministrazioni aggiudicatrici e operatori economici

06 Maggio 2016 | di Giusj Simone

Consiglio di Stato

Bando di gara

Il Consiglio di Stato, con la sentenza in commento, torna a ribadire che l’autonomia propria del bando di gara non può ritenersi illimitata, soprattutto nelle ipotesi – qual è il caso di specie – in cui il bando non disciplini profili espressamente garantiti da specifiche disposizioni legislative. Ne risulta, conseguentemente, confermato il fenomeno della eterointegrazione normativa del bando a fronte di previsioni di legge cogenti, pur nelle ipotesi di omesso richiamo delle stesse. Né potrà trovare alcuna considerazione quanto eventualmente previsto dal disciplinare di gara se contra ius.

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È legittima e non comporta obbligo di risarcimento del danno la revoca della gara per sopravvenuti motivi di pubblico interesse

06 Maggio 2016 | di Alessia Piscopo

TAR

Recesso

Il Collegio afferma che è legittimo, alla stregua dell’art. 21-quinquies della legge n. 241 del 1990, il provvedimento con il quale la stazione appaltante ritira, in autotutela, una procedura selettiva a seguito di una nuova, ponderata, valutazione che ha evidenziato la non convenienza di procedere all'aggiudicazione sulla base delle originarie condizioni, al fine di ottenere un risparmio economico.

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Obbligo dichiarativo del socio di maggioranza nel caso società di capitali a compagine sociale sostanzialmente ridotta

06 Maggio 2016 | di Giuseppe Immordino

CGA

Requisiti: Ambito soggettivo di applicazione

Il CGA ha affermato che, anche nel caso di società di capitali con quattro soci, il socio di maggioranza è tenuto a rendere le dichiarazioni ex art. 38, lett. b) e c), d.lgs. n.163 del 2006 quando possieda il 100% (e cioè la totalità) delle quote di una delle altre tre società che la compongono.

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Criteri di applicazione della sanzione ex art. 38, comma 2-bis del Codice del 2006 nei casi di soccorso istruttorio

05 Maggio 2016 | di Luca Maria Petrone

TAR

Soccorso istruttorio

Qualora le carenze documentali riscontrate dalla stazione appaltante siano da considerarsi essenziali trova immediata applicazione la sanzione pecuniaria di cui all’art. 38, comma 2-bis del Codice del 2006, salvo che l’impresa concorrente decida di ritirarsi dalla gara. La valutazione sull’essenzialità delle predette carenze spetta esclusivamente all’Amministrazione (intesa in senso ampio e non solo quale stazione appaltante).

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