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L’inesistenza del prodotto al momento dell’offerta non inficia la validità dell’offerta nelle gare di fornitura

13 Settembre 2016 | di Redazione Scientifica

Cons. St., Sez. IV, 12 settembre 2016, n. 3847.pdf

Tassatività delle cause di esclusione

La sentenza, in forza dei principi di massima partecipazione alle gare e di tassatività delle cause di esclusione, stabilisce che laddove la lex specialis di gara non prescriva la fornitura di prodotti “di serie” deve ritenersi valida l’offerta, di un prodotto non esistente al momento della presentazione dell’offerta e che il concorrente s’impegna a realizzare ad hoc per la gara (in caso di aggiudicazione). Dalla premessa di ammissibilità dell’offerta, la sentenza ricava poi la regola che la rispondenza alle specifiche tecniche del prodotto in fieri può essere comprovata anche mediante documentazione depositata in esito a soccorso istruttorio.

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Giochi e scommesse: la CGUE si pronuncia sulla clausola del cd. “bando Monti” in materia di doppia referenza bancaria

13 Settembre 2016 | di Sabrina Tranquilli

Corte Giust. UE, 8 settembre 2016, C-225-15.pdf

Concessione di servizi

La CGUE ha sancito la compatibilità con il diritto euro-unitario della clausola del bando che, nell’ambito della procedura di affidamento dell’esercizio in concessione dei giochi e scommesse, imponeva all’operatore economico di dimostrare la propria capacità economica e finanziaria tramite dichiarazioni rilasciate da almeno due istituti bancari, senza ammettere la produzione di altri documenti probatori. La suddetta previsione, evidenzia la Corte, non costituisce una restrizione della libertà di stabilimento e/o della libera prestazione di servizi e, dunque non viola l’art. 49 TFUE, sempreché la normativa operi conformemente al principio di proporzionalità come interpretato dalla giurisprudenza della stessa Corte (verifica, quest’ultima, che spetta al giudice del rinvio).

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CGUE: nessuna riduzione dell’oggetto del contratto di appalto in corso di esecuzione se tale facoltà non è disciplinata dalla lex specialis

13 Settembre 2016 | di Sabrina Tranquilli

Corte Giust. UE, 7 settembre 2016, C-549-14.pdf

Lavori (appalto pubblico di)

La sentenza afferma che, dopo l’aggiudicazione di un appalto pubblico, le parti non possono concordare, neanche in via transattiva, alcuna modifica sostanziale all’oggetto del contratto. Qualora emergano difficoltà, anche non prevedibili, nell’esecuzione del contratto e sia necessario modificarne l’oggetto, l’Amministrazione non potrà procedere ad una conciliazione negoziata con l’aggiudicatario, ma dovrà necessariamente indire una nuova procedura di gara. Precisa la Corte che il suddetto principio non trova applicazione qualora, nel rispetto del principio di trasparenza, la legge di gara abbia previsto la facoltà per le parti di adeguare talune condizioni alle evenienze dell’esecuzione disciplinando anche le modalità operative.

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Specificità dell’avvalimento e tassatività delle cause di esclusione

12 Settembre 2016 | di Carmine Nuzzo

Consiglio di Stato

Avvalimento

Le prescrizioni del bando di gara che richiedono l’indicazione specifica delle risorse e dei mezzi oggetto di avvalimento non sono in contrasto con l’art. 49 d.lgs. n. 163 del 2006.

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Oneri della sicurezza predeterminati in via presuntiva nella lex specialis

09 Settembre 2016 | di Massimo Nunziata

Consiglio di Stato

Tassatività delle cause di esclusione

Ove l’indicazione dei costi per la sicurezza interni risulti obbligatoria sia secondo quanto previsto dalla lex specialis sia in base alla disciplina del codice dei contratti pubblici vigente ratione temporis ed ove un concorrente dichiari di sopportare costi per la sicurezza nella stessa misura indicata in via presuntiva dalla lex specialis, non si può affermare che detta conformità corrisponda ad una falsa o mancata dichiarazione.

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L’istanza di accesso ai documenti di analisi dei prezzi è ammissibile se volta a definire il corrispettivo dovuto

08 Settembre 2016 | di Federica Moschella

TAR

Accesso agli atti

In tema di accesso agli atti inerenti ad una procedura di appalto di lavori – avente ad oggetto l’analisi dei prezzi – deve ritenersi ammissibile l’istanza presentata non al fine di contestare la congruità dei prezzi oggetto del contratto ma come strumento sussidiario e interpretativo per determinare esattamente le attività oggetto delle varie voci di prezzo, al fine di individuare correttamente in sede esecutiva il corrispettivo dovuto: a fronte dell’esistenza di voci non chiare nel prezziario, la mancata corretta “leggibilità” dei prezzi rende impossibile individuare le attività concretamente oggetto di affidamento e di remunerazione, con conseguente interesse meritevole di tutela del ricorrente ad accedere alle analisi di prezzo.

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É illegittimo il silenzio del Prefetto in ordine alla circostanziata richiesta di revisione della certificazione antimafia

08 Settembre 2016 | di Federica Moschella

TAR

Informative interdittive antimafia

In presenza di una circostanziata richiesta di revisione della certificazione antimafia da parte del soggetto interessato sulla base di documentate sopravvenienze, il Prefetto ha l’obbligo di riesaminare il quadro indiziario esistente e di adottare un provvedimento espresso, valutando in piena discrezionalità il perdurare del rischio di infiltrazione mafiosa. Ne consegue che – ai fini del bilanciamento tra l’interesse pubblico a non consentire alla P.A. di contrattare con soggetti sospettati di collusione con la criminalità organizzata e quello privato di garantire il diritto al libero esercizio dell’attività economica privata – in tali casi l’Amministrazione è tenuta a pronunciarsi in ordine all’istanza di revisione della suddetta certificazione nonché di iscrizione alla c.d. “White list” dei fornitori nel termine di conclusione del procedimento – applicabile anche all’aggiornamento dell’informativa – stabilito dall’art. 92 del codice delle leggi antimafia per il rilascio delle informazioni antimafia in quanto, a seguito all’istanza di aggiornamento, la Prefettura deve svolgere un’istruttoria analoga a quella necessaria per il rilascio della prima informazione.

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La natura dei pareri dell’ANAC deve essere valutata caso per caso

07 Settembre 2016 | di Paola Martiello

TAR

Autorità nazionale anticorruzione

In linea di principio, i pareri dell’ANAC non hanno ex se un valore obbligatorio o vincolante; tuttavia, la loro incidenza sulla fattispecie va valutata sempre caso per caso, con riguardo alla loro capacità di integrare la motivazione del provvedimento finale. Dunque, se il parere dell’Autorità è richiamato in un atto come parte sostanzialmente integrativa dei presupposti che hanno determinato l’esercizio dell’autotutela e il conseguente annullamento di una gara, esso è impugnabile dal soggetto leso, unitamente al provvedimento dell’amministrazione Comunale che ne recepisce i contenuti.

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Termine di vincolatività dell’offerta: cui prodest?

06 Settembre 2016 | di Paolo Provenzano

TAR

Termini di partecipazione e di presentazione dell’offerta

L’infruttuoso decorso del termine di cui all’art. 11, comma 6, del d.lgs. n. 163 del 2006 non comporta automaticamente la perdita di validità dell’offerta, essendo a tali fini necessaria una manifestazione di volontà da parte dell’offerente.

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La generale insindacabilità nel merito delle interdittive antimafia

06 Settembre 2016 | di Guglielmo Aldo Giuffrè

Consiglio di Stato

Informative interdittive antimafia

La sentenza riforma la pronuncia di primo grado, affermando, sulla scorta dei principi applicabili in tema di interdittive antimafia, la sufficienza degli elementi complessivamente acquisiti a far ritenere sorretta da idonea motivazione e istruttoria la valutazione prefettizia, la quale, per la specifica natura del giudizio formulato e per l’utilizzo delle peculiari cognizioni di tecnica investigativa e poliziesca che la contraddistinguono, è connotata da un’ampia discrezionalità di apprezzamento, insindacabile in sede giurisdizionale, salvo il caso di manifesta illogicità, irragionevolezza e travisamento dei fatti, nel caso di specie insussistente.

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