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Il principio di “equivalenza” non opera in caso di inadeguatezza del prodotto offerto rispetto alle specifiche tecniche richieste

23 Novembre 2016 | di Benedetta Barmann

TAR

Bando di gara

Le difformità essenziali nell'offerta tecnica che rivelano l'inadeguatezza del progetto offerto rispetto a quello posto a base di gara legittimano l'esclusione dell’impresa dalla gara, determinando la mancanza di un elemento essenziale per la formazione dell'accordo necessario per la stipula del contratto. In presenza di siffatte difformità non può richiamarsi il principio di equivalenza di cui all’art. 68 d.lgs. n. 163 del 2006, presupponendo questo la corrispondenza delle caratteristiche del prodotto offerto alle specifiche tecniche individuate nel bando e non già l’inidoneità del prodotto rispetto alle stesse.

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Divieto di modifica e/o integrazione della disciplina di gara mediante chiarimenti autointerpretativi

22 Novembre 2016 | di Marco Calaresu

TAR

Bando di gara

La pubblica amministrazione non può modificare e/o integrare la disciplina di gara mediante chiarimenti autointerpretativi in quanto tale condotta determinerebbe una sostanziale disapplicazione della lex specialis. In tale prospettiva, la possibilità di fornire chiarimenti è ammessa nei limiti in cui gli stessi contribuiscono, con una interpretazione del testo, a renderne chiaro e comprensibile il significato e/o la ratio ma non anche quando, proprio mediante l’attività interpretativa, si giunge ad attribuire ad una disposizione del bando un significato ed una portata diversa e maggiore di quella che risulta dal testo stesso. E ciò in quanto, diversamente, si violerebbe il rigoroso canone formale della lex specialis posto a garanzia dei principi di cui all’art. 97 Cost.

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Il soccorso istruttorio non è invocabile in fase di comprova del possesso dei requisiti

22 Novembre 2016 | di Marco Calaresu

Consiglio di Stato

Soccorso istruttorio

Non è possibile invocare l’applicazione del soccorso istruttorio nell’ambito del subprocedimento del controllo dei requisiti di cui all’art. 48 d.lgs. n. 163 del 2006. Tale possibilità, oltre a dilatare ulteriormente i tempi della procedura di evidenza pubblica, deve essere esclusa in considerazione della radicale differenza tra i due istituti. Da un lato, infatti, il soccorso istruttorio consente di integrare e regolarizzare le dichiarazioni dei concorrenti, mentre, dall’altro lato, il sistema delineato dal legislatore all’art. 48, comma 1, d.lgs. n. 163 del 2006 impone all’amministrazione di richiedere ad un numero di offerenti non inferiore al 10 per cento delle offerte presentate, arrotondato all’unità superiore, scelti con sorteggio pubblico, di comprovare, entro dieci giorni dalla data della richiesta medesima, il possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa.

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Sulla distinzione tra subappalto necessario e facoltativo

22 Novembre 2016 | di Redazione Scientifica

Consiglio di Stato

Subappalto

La sentenza afferma un principio apparentemente pacifico in tema di subappalto, la cui esatta portata deve essere però circoscritta nei termini precisati dall’Adunanza Plenaria 2 novembre 2015 n. 9.

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Dimidiazione termini processuali: interessa anche la domanda di risarcimento per equivalente e l’atto di riassunzione in caso di interruzione del processo

21 Novembre 2016 | di Carmine Nuzzo

TAR

Rito speciale in materia di contratti pubblici

Il rito accelerato in materia di procedure di affidamento di contratti pubblici contagia anche la riassunzione del processo a seguito del fallimento della ricorrente e le domande risarcitorie connesse a quella di annullamento, siano esse in forma specifica che per equivalente. Tale contagio permane anche quando l’interesse all’accertamento dell’illegittimità della gara rileva ai soli fini della pretesa risarcitoria.

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L’annullamento in autotutela dell’aggiudicazione può fondarsi solo su vizi preesistenti alla stessa e non su violazioni di legge successive

21 Novembre 2016 | di Carmine Nuzzo

TAR

Fasi delle procedure di affidamento

Il provvedimento con cui si annulla in autotutela l’aggiudicazione per violazioni di legge poste in essere dall’aggiudicatario successivamente alla stessa è illegittimo. I vizi di legittimità, tra cui la violazione di legge, devono preesistere rispetto al provvedimento che s’intende annullare in autotutela.

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Il principio di rotazione esclude tendenzialmente e preferibilmente non solo l’affidatario uscente, ma anche i precedenti aggiudicatari

18 Novembre 2016 | di Alessia Piscopo

TAR Campania, Napoli, 11 novembre 2016, n. 5227.pdf

Soglie

La sentenza precisa che nelle procedure di cui all’art. 36 d.lgs. n. 50 del 2016 rientra nell’ampia discrezionalità dell’Amministrazione limitare la partecipazione alla procedura selettiva agli operatori che non hanno precedentemente svolto il servizio che si vuole appaltare.

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Avvalimento e onerosità necessaria del contratto: è ammesso anche l’interesse indirettamente patrimoniale.

18 Novembre 2016 | di Guido Befani

TAR

Avvalimento

Anche se il contratto di avvalimento presenta un tipico carattere di onerosità, è in astratto ammissibile la sussistenza di un “interesse” a carattere direttamente o indirettamente patrimoniale, tale da indurre l’impresa ausiliaria ad assumere gli obblighi derivanti dal contratto di avvalimento, e le connesse responsabilità, pur in assenza di un corrispettivo.

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È inammissibile il ricorso che non supera la “prova di resistenza”

18 Novembre 2016 | di Guido Befani

TAR

Avvalimento

La prova di resistenza è diretta a verificare se, in relazione alle specifiche censure dedotte, l’accoglimento del ricorso arrecherebbe una qualche utilità giuridicamente apprezzabile alla parte ricorrente laddove infatti, in caso negativo, il ricorso andrebbe dichiarato inammissibile per carenza di interesse, perché inidoneo al conseguimento del bene della vita atteso.

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Inapplicabilità della teoria del c.d. “falso innocuo” nelle gare pubbliche

17 Novembre 2016 | di Sonia Caldarelli

TAR Lazio, Roma, 14 novembre 2016, n. 11286.pdf

Requisiti: Falsa dichiarazione e falsa documentazione

Nelle gare pubbliche non può operare la teoria del c.d. “falso innocuo”, essendo la stessa incompatibile con l’obbligo dichiarativo, posto dall’art. 38, comma 3, d.lgs. n. 163 del 2006. Pertanto, l’omissione e/o la falsa attestazione circa l’esistenza di precedenti penali comporta senz’altro l’esclusione dalla gara in quanto viene impedito alla Stazione Appaltante di valutarne la gravità. Ai sensi dell’art. 38, comma 1-ter, Codice degli Appalti, ove la Stazione Appaltante accerti che il concorrente abbia presentato una falsa dichiarazione o una falsa documentazione, si dà luogo al procedimento definito nel citato art. 38, comma 1-ter e alla comunicazione del caso all’ANAC per l’applicazione delle sanzioni interdittive e pecuniarie fissate nella disciplina di riferimento (art. 38, comma 1-ter e art. 6, comma 11, d.lgs. n. 163 del 2006).

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