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News su Offerte anomale

Il giudizio di anomalia dell’offerta

27 Giugno 2016 | di Valeria Zallocco

Consiglio di Stato

Offerte anomale

Il giudizio di anomalia può essere fondato sull’inattendibilità di singole voci di costo dell’offerta se, per la loro importanza e incidenza, rendano l’intera operazione economica implausibile e insuscettibile di accettazione da parte della stazione appaltante, in quanto insidiata da indici strutturali di carente affidabilità. L’organo cui compete effettuare tale valutazione nelle gare da aggiudicare con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa è il RUP ovvero la commissione giudicatrice da questi delegata.

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Discrezionalità nel procedimento di verifica di anomalia dell’offerta

15 Giugno 2016 | di Roberto Fusco

TAR

Offerte anomale

La stazione appaltante, pur in assenza dei requisiti aritmetici previsti dal comma 2 dell’art. 86 del d.lgs. n. 163 del 2006, può sempre procedere, ai sensi del comma 3, alla verifica dell’anomalia dell’offerta nel caso in cui l’offerta appaia anormalmente bassa in base ad “elementi specifici”. Il provvedimento adottato dalla stazione appaltante a conclusione del sub-procedimento di verifica dell’anomalia dell’offerta è caratterizzato da discrezionalità tecnica, facendo riferimento a scienze specialistiche prive di oggettiva certezza e, quindi, nel caso in cui venga dato conto in modo plausibile (ancorché opinabile) delle conclusioni raggiunte, non può essere efficacemente contestato nell’ambito del sindacato giurisdizionale di legittimità del giudice amministrativo (a meno di una determinazione che sia manifestamente illogica).

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Immutabilità dell’offerta e sindacato sulla valutazione di (non) anomalia

25 Maggio 2016 | di Giordana Strazza

TAR

Offerte anomale

La valutazione di congruità dell’offerta, quale atto di esercizio di discrezionalità tecnica, è sindacabile dal g.a. in caso di macroscopica illogicità, irragionevolezza, inadeguatezza dell’istruttoria o travisamento del dato fattuale. È quindi fondata la censura che evidenzia il macroscopico travisamento fattuale e istruttorio della stazione appaltante che abbia ritenuto congrua un’offerta, da un lato, basata sul vantaggio economico consentito dall’inquadramento professionale dei dipendenti ottenuto in forza di un contratto collettivo da tempo scaduto e, dall’altro, modificata, sotto il profilo tecnico, in sede di chiarimenti resi nell’ambito della procedura di valutazione dell’anomalia.

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Motivazione per relationem nel giudizio di anomalia e intensità del sindacato del g.a.

18 Maggio 2016 | di Carmine Nuzzo

TAR

Offerte anomale

La commissione giudicatrice, nell’esercitare il controllo sull’anomalia delle offerte, deve verificare l’attendibilità e credibilità complessiva delle stesse. Si tratta di attività discrezionale tecnica sulla quale il g.a. può esercitare solo un sindacato debole e mai sostitutivo. Nel sindacare la ragionevolezza e ponderatezza dei criteri di giudizio, l’intensità dell’onere motivazionale varia a seconda dell’esito della decisione. In caso di esclusione dell’offerta perché anomala, la motivazione deve essere rigorosa e analitica. Se si conclude per l’attendibilità dell’offerta, è legittima anche una motivazione per relationem.

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L’anomalia di un’offerta non può essere desunta esclusivamente dal confronto dei prezzi praticati dai partecipanti (che pertanto non costituiscono parametro univoco)

05 Maggio 2016 | di Luca Maria Petrone

Consiglio di Stato

Offerte anomale

Il procedimento amministrativo di individuazione delle offerte anomale nelle pubbliche gare costituisce un sub-procedimento formalmente distinto (ancorché collegato) rispetto al procedimento di scelta del contraente ed è collocato dopo la fase della verifica dei requisiti generali e speciali e dell’apertura delle buste. Il meccanismo previsto dall’art. 86 d.lgs. n. 163 del 2006 per l’eliminazione delle offerte ingiustificatamente anomale dal novero di quelle ammesse alla gara è, in particolare, «teso ad evitare che possa risultare aggiudicataria una ditta che, per l’esiguità del prezzo offerto, non sia poi in grado di assicurare una prestazione adeguata alle esigenze che l’Amministrazione vuole soddisfare con l’appalto indetto» (TAR Sicilia, Palermo, Sez. I, 7 settembre 2011, n. 1608). Le giustificazioni fornite sul primo elemento costitutivo dell’offerta (prezzo di vendita del bene) non possono sorreggere l’anomalia sul secondo elemento costitutivo (prezzo del servizio di manutenzione).

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Nell’appalto per la messa a disposizione di automezzi non è obbligatorio indicare gli oneri aziendali

22 Aprile 2016 | di Marco Calaresu

TAR

Offerte anomale

La regola secondo la quale non occorre indicare i costi di sicurezza aziendale per gli appalti relativi ad attività di natura puramente intellettuale vale altresì, in caso di silenzio sul punto da parte della lex specialis, per gli appalti di servizi rientranti nelle tipologie di cui all’all. II B. d.lgs. n. 163 del 2006, atteso che l’art. 20 del Codice del 2006 non rinvia alle regole sugli oneri di sicurezza.

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Anomalia dell’offerta e scostamento dai valori del costo del lavoro risultanti dalle tabelle ministeriali

15 Aprile 2016 | di Simone Abrate

TAR

Offerte anomale

Il TAR Lazio conferma l’impostazione giurisprudenziale prevalente, secondo la quale il costo del lavoro indicato nelle tabelle ministeriali non costituisce – nel giudizio di congruità dell’offerta – un parametro minimo inderogabile, ma rappresenta un mero parametro di riferimento, dal quale il concorrente si può discostare in ragione della sua peculiare organizzazione aziendale, essendo comunque rimessa alla stazione appaltante la valutazione tecnico-discrezionale finale in termini di congruità o anomalia dell’offerta.

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Oneri per la sicurezza: si torna dinanzi all'Adunanza Plenaria per questioni di metodo e di merito

18 Marzo 2016 | di Francesco Caputi Iambrenghi

Consiglio di Stato

Offerte anomale

Il Consiglio di Stato, Sez. V, nell'esaminare un motivo di ricorso concernente la mancata indicazione degli oneri aziendali di sicurezza da parte dell'aggiudicataria di un appalto di lavori, non si uniforma ai principi enucleati dalle sentenze dell'Adunanza Plenaria nn. 3 e 9 del 2015 e pone alla stessa Plenaria il quesito sul se sia possibile per le singole Sezioni del Cons. di Stato proporre la rimessione alla Corte di Giustizia di una questione sulla quale si sia già pronunziata l'Adunanza Plenaria, nonché il quesito sulla rispondenza ai principi euro-unitari della sentenza n. 9 del 2015 in tema di omessa indicazione degli oneri per la sicurezza e divieto di soccorso istruttorio.

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