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Il mancato invito dell’affidatario uscente è legittimo in virtù del principio di rotazione

15 Dicembre 2017 | di Claudio Fanasca

Consiglio di Stato

Servizi (appalto pubblico di)

Il c.d. “principio di rotazione”, di cui all’art. 36, comma 1, d.lgs. n. 50 del 2016, comporta in linea generale che l’invito all’affidatario uscente di un servizio pubblico sotto soglia riveste carattere eccezionale e deve essere adeguatamente motivato, avuto riguardo al numero ridotto di operatori presenti sul mercato, al grado di soddisfazione maturato a conclusione del precedente rapporto contrattuale ovvero all’oggetto e alle caratteristiche del mercato di riferimento.

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I limiti della rimodulazione dell’offerta in sede di verifica dell’anomalia

15 Dicembre 2017 | di Claudio Fanasca

Consiglio di Stato

Offerte anomale

Nella fase di verifica dell’anomalia non è ammissibile consentire un’indiscriminata e arbitraria modifica postuma della composizione dell’offerta economica, con il solo limite del rispetto del saldo complessivo, né tantomeno trasformare le giustificazioni in un’occasione per una libera rimodulazione delle voci di offerta, tale da determinare non solo una lesione delle esigenze di stabilità e affidabilità dell’offerta, ma anche una violazione della par condicio tra i concorrenti.

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Rapporto tra ricorso principale e ricorso incidentale escludente dopo la sentenza Puligienica

14 Dicembre 2017 | di Giordana Strazza

Rito speciale in materia di contratti pubblici

Il Consiglio di Stato ha ribadito che, a fronte della proposizione di un ricorso incidentale “escludente”, l’esame del ricorso principale è doverosa, a prescindere dal numero delle imprese che hanno partecipato alla gara, quando l’accoglimento di quest’ultimo produce, come effetto conformativo, un vantaggio, anche mediato e strumentale, per il ricorrente principale, tale dovendosi intendere anche quello al successivo riesame, in via di autotutela, delle offerte affette dal medesimo vizio riscontrato con la sentenza di accoglimento. Di contro, è compatibile con il diritto europeo sull’effettività della tutela una regola nazionale che impedisce l’esame del ricorso principale nelle ipotesi in cui, dal relativo accoglimento, il ricorrente principale non ricavi, con assoluta certezza, alcuna utilità, neanche in via mediata e strumentale.

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Mancata pubblicazione dell’atto di ammissione sulla piattaforma telematica: da quando decorre il termine per impugnare?

14 Dicembre 2017 | di Giordana Strazza

Rito speciale in materia di contratti pubblici

Il Consiglio di Stato ha evidenziato che il nuovo comma 2-bis dell’art. 120 c.p.a. non ha apportato una deroga all’art. 41, comma 2, c.p.a. e al principio generale della decorrenza del termine di impugnazione dalla conoscenza completa dell’atto. Di conseguenza, la piena conoscenza dell’atto di ammissione della controinteressata, acquisita prima o in assenza della sua pubblicazione sul profilo telematico della stazione appaltante, di cui all’art. 29, comma 1, d.lgs. n. 50 del 2016, può provenire da qualsiasi fonte e determina la decorrenza del termine decadenziale per la proposizione del ricorso.

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In ambito sanitario, i sistemi di acquisizione centralizzati regionali prevalgono su quelli nazionali

13 Dicembre 2017 | di Simone Abrate

Consiglio di Stato

Centrale di committenza

In ambito sanitario, i sistemi di acquisizione centralizzati regionali prevalgono su quelli nazionali. Questi ultimi, segnatamente gli affidamenti banditi Consip, possono intervenire soltanto in via sussidiaria e suppletiva, nelle more dell’inadempimento da parte della centrale di acquisti regionale.

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La deroga dell’art. 38, comma 1-bis, del codice del 2006 si applica anche all’amministrazione giudiziaria

13 Dicembre 2017 | di Simone Abrate

TAR Lombardia

Requisiti: Ambito soggettivo di applicazione

La norma dell’art. 38, comma 1 bis del D.lgs. n. 163 del 2006, infatti, deve intendersi come inclusiva, nel suo regime derogatorio, anche del caso di applicazione ad una società del regime dell’amministrazione giudiziaria cui all’art. 34, comma 2 del d.lgs. n. 159/2011, per analogia di effetti di tale regime, ed identità del procedimento applicativo, rispetto alle altre ipotesi specificamente previste.

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Affidamento diretto disposto da una Università in favore del consorzio interuniversitario CINECA del quale è consorziata

11 Dicembre 2017 | di Diego Campugiani

TAR Toscana

Affidamento in house

L’affidamento diretto di un appalto da parte di un’università pubblica al consorzio CINECA, al quale è consorziata, è illegittimo ove sia intervenuto prima del perfezionamento della modificazione statutaria del Consorzio volta escludere la possibilità che esso presti un’attività imprenditoriale nei confronti di non aderenti al consorzio e ove non sia garantito il requisito del “controllo analogo” da parte della medesima università.

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Ammissione in gara di raggruppamenti verticali, ove la stazione appaltante non abbia preventivamente individuato prestazioni principali e secondarie

11 Dicembre 2017 | di Diego Campugiani

Raggruppamento temporaneo di imprese

Ove l’amministrazione appaltante non abbia espressamente distinto le prestazioni oggetto dell’appalto “principali” da quelle eventualmente “secondarie” non è ammessa la partecipazione alla procedura nella forma del RTI “verticale”.

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L’illecito antitrust non costituisce grave errore professionale

07 Dicembre 2017 | di Sonia Caldarelli

Consiglio di Stato

Controllo sul possesso dei requisiti

Non sussiste il grave errore professionale previsto dall’art. 38, lett. f), d.lgs. n. 163 del 2006 nell’illecito anticoncorrenziale, poiché esulano dal perimetro applicativo della norma i fatti illeciti commessi al di fuori dell’esecuzione di rapporti contrattuali, a qualsiasi titolo sanzionati dall’ordinamento; ciò difformemente da quanto contemplato dall’art. 80, comma 5, lettera c), del d.lgs. n. 50 del 2016, il quale include innovativamente nei “gravi illeciti professionali” anche “il tentativo di influenzare indebitamente il processo decisionale della stazione appaltante o di ottenere informazioni riservate ai fini di proprio vantaggio”, come pure il fornire “informazioni false o fuorvianti suscettibili di influenzare le decisioni sull’esclusione, la selezione o l’aggiudicazione ovvero l’omettere le informazioni dovute ai fini del corretto svolgimento della procedura di selezione”.

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Il mancato pagamento del contributo Anac non è causa di esclusione

07 Dicembre 2017 | di Sonia Caldarelli

TAR Puglia

Tassatività delle cause di esclusione

Non può essere escluso dalla gara l’operatore economico che abbia omesso di allegare all’offerta la ricevuta del pagamento del contributo ANAC, non essendo l’adempimento chiaramente desumibile né dalla normativa di settore né, nella specie, dal bando di gara.

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