Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Mancata individuazione del valore della concessione nel bando di gara: importanza sistemica del vizio e modalità di deduzione dello stesso

02 Maggio 2017 | di Marco Cappai

TAR TOSCANA

Concessione di servizi

In materia di concessioni la mancata indicazione del valore stimato del servizio (o lavoro) oggetto di gara da parte della stazione appaltante impedisce all’operatore di individuare l’equilibrio economico e finanziario dell’offerta (e, per l’effetto, di assumere in modo consapevole e informato il rischio d’impresa tipico di tale forma di affidamento), in violazione dell’art. 167 del d.lgs. n. 50 del 2016 e dei principi di libera concorrenza, non discriminazione, pubblicità, imparzialità e trasparenza che informano la materia dei contratti pubblici ai sensi dell’art. 30 dello stesso decreto. L’operatore cui risulti impossibile formulare un’offerta in ragione dell’omessa indicazione del valore stimato dell’affidamento deve pertanto impugnare in via immediata e diretta il bando di gara. Diversamente, essendo nella disponibilità dei dati economici necessari a formulare l’offerta, il precedente aggiudicatario potrà impugnare il provvedimento di aggiudicazione finale del concorrente che, ignaro del valore del servizio (o lavoro) a gara, abbia presentato un’offerta economicamente non sostenibile.

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Appalti, l'impresa deve giustificare la deroga al costo del lavoro previsto dalle tabelle ministeriali

20 Aprile 2017 | di Giovanni F. Nicodemo

Offerte anomale

Un'offerta non può ritenersi anomala ed essere esclusa da una gara per il solo fatto che il costo del lavoro sia stato calcolato secondo valori inferiori a quelli risultanti dalle tabelle ministeriali o dai contratti collettivi, occorrendo, perché possa dubitarsi della sua congruità, che la discordanza sia considerevole e palesemente ingiustificata. Tuttavia la discordanza deve essere adeguatamente giustificata dall'operatore economico onde inficiare potenzialmente la complessiva attendibilità dell'offerta.

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La riattribuzione di competenze pubbliche non soddisfa l'insieme delle condizioni poste dalla definizione della nozione di appalto pubblico di “servizio”

14 Aprile 2017 | di Guido Befani

Servizi (appalto pubblico di)

L'art. 1, par. 2, lett. a), della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, deve essere interpretato nel senso che non costituisce “appalto pubblico” l'accordo concluso tra due enti territoriali sulla base del quale questi ultimi adottano uno statuto che istituisce un consorzio intercomunale, persona giuridica di diritto pubblico, e trasferisce a tale nuovo ente pubblico talune competenze di cui gli originari enti erano investiti fino ad allora e che sono ormai proprie di tale consorzio intercomunale. Tuttavia, un tale trasferimento di competenze riguardante l'espletamento di compiti pubblici può sussistere soltanto se riguarda sia le responsabilità connesse alla competenza trasferita e sia i poteri che sono il corollario di quest'ultima, in modo che la nuova autorità pubblica competente disponga di un'autonomia decisionale e finanziaria, la verifica della quale spetta nel merito al giudice del rinvio.

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Concorrente definitivamente escluso e legittimazione ad impugnare l'aggiudicazione

13 Aprile 2017 | di Enrico Zampetti

Corte giust. UE

Rito speciale in materia di contratti pubblici

L'art. 1, par. 3, della direttiva 89/665 non osta a che ad un offerente escluso dalla gara sia negato l'accesso alle procedure di ricorso per contestare gli atti di gara ivi compreso il provvedimento di aggiudicazione. I principi espressi nella sentenza della Corte di giustizia 4 luglio 2013, Fastweb non sono applicabili al caso in cui il concorrente definitivamente escluso dalla procedura impugni il provvedimento di aggiudicazione in favore dell'altro e unico concorrente in gara.

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L'esclusione per grave errore professionale tra i principi di proporzionalità, trasparenza e parità di trattamento

30 Marzo 2017 | di Anton Giulio Pietrosanti

Corte giust. UE

Requisiti: Grave negligenza o malafede ed errore grave

Il diritto dell'Unione europea – e, in particolare, l'art. 45, paragrafo 2, della direttiva 2004/18/CE – non ostano a che una normativa nazionale obblighi un'amministrazione aggiudicatrice a valutare, applicando il principio di proporzionalità, se debba essere effettivamente escluso un offerente in una gara d'appalto pubblico che ha commesso un grave errore nell'esercizio della propria attività professionale. Le disposizioni normative della direttiva 2004/18/CE – e, nel dettaglio, quelle contenute nell'art. 2 e nell'allegato VII A, punto 17 – lette «alla luce del principio della parità di trattamento, nonché dell'obbligo di trasparenza che ne deriva, devono essere interpretate nel senso che ostano a che un'amministrazione aggiudicatrice decida di attribuire un appalto pubblico a un offerente che ha commesso un grave errore professionale, per il fatto che l'esclusione di tale offerente dalla procedura di gara sarebbe stata contraria al principio di proporzionalità, mentre, secondo le condizioni della gara d'appalto in questione, un offerente che avesse commesso un grave errore professionale avrebbe dovuto necessariamente essere escluso, senza tener conto del carattere proporzionato o meno di tale sanzione».

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Tra annullamento in autotutela e recesso unilaterale nelle procedure negoziate: l'onere motivo della stazione appaltante

27 Marzo 2017 | di Giacomo Biasutti

TAR LAZIO

Fasi delle procedure di affidamento

Le clausole della disciplina di gara che prevedono la possibilità per la stazione appaltante di recedere ad nutum dalla procedura devono considerarsi illegittime in quanto violative degli artt. 1355 e 1229 c.c.

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Sulla natura dell'eccezione di decadenza dal diritto di far valere le riserve

23 Marzo 2017 | di Stefano Santori

Corte di cassazione

Varianti in corso di esecuzione e adeguamento prezzi

Negli appalti di opere pubbliche, l’eccezione di decadenza dell’appaltatore dal diritto di formulare e poi far valere in giudizio le riserve costituisce un’eccezione in senso stretto poiché nella disponibilità esclusiva della stazione appaltante, talché la parte pubblica che voglia proporre una tale eccezione deve allegare e comprovare i relativi fatti costitutivi nel rispetto delle prescrizioni sostanziali e processuali.

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Nuovo rito “super-speciale”: interesse a ricorrere dell'aggiudicatario e termine per la proposizione del ricorso incidentale

22 Marzo 2017 | di Valeria Zallocco

Rito speciale in materia di contratti pubblici

Il ricorso per l'annullamento del provvedimento di ammissione alla gara ex art. 120, comma 2-bis c.p.a. non è improcedibile ove, nelle more del giudizio, sia intervenuta l'aggiudicazione definitiva in favore del ricorrente. Il ricorso con cui si contesti la legittima ammissione alla gara del ricorrente principale nel giudizio da celebrarsi con il rito di cui all'art. 120, commi 2-bis e 6-bis c.p.a., deve essere proposto nel termine di trenta giorni decorrenti non già dalla notifica del ricorso principale, bensì dalla conoscenza del provvedimento di ammissione mediante la pubblicazione dello stesso da parte della stazione appaltante.

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Sull’accertamento in via incidentale del g.a. circa la regolarità del DURC

17 Marzo 2017 | di Viviana Di Iorio

Consiglio di Stato

Regolarità contributiva

Rientra nella cognizione del giudice amministrativo, adito per la definizione di una controversia avente ad oggetto l’impugnazione di un provvedimento di esclusione da una procedura di evidenza pubblica, l’accertamento in via incidentale, ai sensi dell’art. 8 c.p.a., circa la regolarità del DURC, quale atto interno della fase procedimentale di verifica dei requisiti di ammissione dichiarati dal concorrente.

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Finanza di progetto c.d. propositiva: il pubblico interesse della proposta non attribuisce alcuna aspettativa qualificata all'indizione della gara

10 Marzo 2017 | di Piergiorgio Novaro

Consiglio di Stato

Finanza di progetto

In tema di finanza di progetto c.d. propositiva, la dichiarazione di pubblico interesse della proposta presentata dal soggetto promotore non consente di configurare in capo a questo un diritto all’espletamento della conseguente gara per l’affidamento della concessione, bensì una mera aspettativa, condizionata dalla valutazione di esclusiva pertinenza dell’amministrazione in ordine all’opportunità di contrattare sulla base della medesima proposta. In ragione di ciò, qualora sia trascorso un ampio lasso di tempo dalla dichiarazione di pubblica utilità senza che l’amministrazione si sia determinata ad indire la gara, questa può del tutto legittimamente revocare detta dichiarazione e al promotore non spetta alcun indennizzo.

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