Giurisprudenza commentata

Giurisprudenza commentata

Sulla incidenza dell’attività dissociativa della società concorrente in caso di condanne penali dei suoi amministratori

23 Giugno 2017 | di Claudio Fanasca

Consiglio di Stato

Requisiti: Assenza di condanne penali

La valutazione sull’incidenza dell’attività di dissociazione posta in essere dalla società in caso di condanne penali, come si ricava dall’art. 38, comma 1, lett. c), d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, assume valore esimente soltanto con riguardo agli amministratori cessati da ogni incarico nell’anno antecedente alla pubblicazione del bando di gara, e non anche con riferimento a quelli in carica al momento di presentazione della domanda di partecipazione, in relazione ai quali opera la diversa regola che impone la presenza del requisito dell’onorabilità sin dalla proposizione dell’offerta e per tutta la durata della gara nonché, a seguito dell’aggiudicazione, dell’eventuale rapporto negoziale.

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La lettura (restrittiva) del TAR Lazio sull’ambito di applicazione del parere di precontenzioso ANAC ex art. 211: due ragioni per un ripensamento

06 Giugno 2017 | di Flaminia Aperio Bella

TAR Lazio

Autorità nazionale anticorruzione

È inammissibile il ricorso diretto a impugnare il parere di precontenzioso ANAC reiettivo delle censure avanzate dalla ricorrente contro l'aggiudicazione altrui in quanto l'effettiva lesione della posizione giuridica della ricorrente che aspirava ad ottenere il servizio è intervenuta con l'ammissione, prima, e l'aggiudicazione, in seguito, in favore della propria concorrente e non con il postumo provvedimento dell'ANAC ex art. 211, comma 1, d.lgs n. 50 del 2016, che ha comunque confermato la legittimità dell'operato della stazione appaltante a suo tempo posto in essere.

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Legittimazione e differimento dell’accesso agli atti tra rito c.d. super accelerato e parere di precontenzioso dell’ANAC

01 Giugno 2017 | di Carlo M. Tanzarella

TAR Lazio

Accesso agli atti

L’istituto del differimento previsto dall’art. 53, secondo comma, lett. c), D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 è circoscritto alle offerte tecniche ed economiche, e non anche alla documentazione amministrativa.

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Sull’applicabilità della garanzia per gravi difetti anche agli interventi manutentivi e modificativi su immobili preesistenti

24 Maggio 2017 | di Stefano Santori

Cass. civ.

Risarcimento del danno

In tema di contratto d’appalto, l’art. 1669 c.c. è applicabile, ricorrendone tutte le altre condizioni, non solo agli immobili di nuova costruzione, bensì anche alle opere di ristrutturazione edilizia e, in genere, agli interventi manutentivi o modificativi di lunga durata su immobili preesistenti che rovinino o presentino evidente pericolo di rovina, ovvero gravi difetti incidenti sul godimento e sulla normale utilizzazione del bene, secondo la destinazione propria di quest’ultimo.

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Aggiudicazione della progettazione esecutiva ed esecuzione lavori

09 Maggio 2017 | di Anna Laura Ferrario

Consiglio di Stato

Progettazione

Negli appalti integrati aventi a oggetto la progettazione e l'esecuzione dei lavori ai sensi dell'art. 53, comma 3, d.lgs. n. 163 del 2006, la dichiarazione riguardante la moralità professionale ai sensi dell'art. 38, comma 1, lett. d), d.lgs. n. 163 del 2006 deve essere resa anche dai progettisti esterni indicati nell'offerta i quali, ancorché non direttamente partecipanti alla gara, realizzano la parte di appalto corrispondente al servizio di progettazione onde ricorre anche in relazione a tali figure la necessità di garanzia dell'affidabilità, serietà e onorabilità del soggetto che viene in rapporto con la pubblica amministrazione.

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Mancata individuazione del valore della concessione nel bando di gara: importanza sistemica del vizio e modalità di deduzione dello stesso

02 Maggio 2017 | di Marco Cappai

TAR TOSCANA

Concessione di servizi

In materia di concessioni la mancata indicazione del valore stimato del servizio (o lavoro) oggetto di gara da parte della stazione appaltante impedisce all’operatore di individuare l’equilibrio economico e finanziario dell’offerta (e, per l’effetto, di assumere in modo consapevole e informato il rischio d’impresa tipico di tale forma di affidamento), in violazione dell’art. 167 del d.lgs. n. 50 del 2016 e dei principi di libera concorrenza, non discriminazione, pubblicità, imparzialità e trasparenza che informano la materia dei contratti pubblici ai sensi dell’art. 30 dello stesso decreto. L’operatore cui risulti impossibile formulare un’offerta in ragione dell’omessa indicazione del valore stimato dell’affidamento deve pertanto impugnare in via immediata e diretta il bando di gara. Diversamente, essendo nella disponibilità dei dati economici necessari a formulare l’offerta, il precedente aggiudicatario potrà impugnare il provvedimento di aggiudicazione finale del concorrente che, ignaro del valore del servizio (o lavoro) a gara, abbia presentato un’offerta economicamente non sostenibile.

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Appalti, l'impresa deve giustificare la deroga al costo del lavoro previsto dalle tabelle ministeriali

20 Aprile 2017 | di Giovanni F. Nicodemo

Offerte anomale

Un'offerta non può ritenersi anomala ed essere esclusa da una gara per il solo fatto che il costo del lavoro sia stato calcolato secondo valori inferiori a quelli risultanti dalle tabelle ministeriali o dai contratti collettivi, occorrendo, perché possa dubitarsi della sua congruità, che la discordanza sia considerevole e palesemente ingiustificata. Tuttavia la discordanza deve essere adeguatamente giustificata dall'operatore economico onde inficiare potenzialmente la complessiva attendibilità dell'offerta.

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La riattribuzione di competenze pubbliche non soddisfa l'insieme delle condizioni poste dalla definizione della nozione di appalto pubblico di “servizio”

14 Aprile 2017 | di Guido Befani

Servizi (appalto pubblico di)

L'art. 1, par. 2, lett. a), della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, deve essere interpretato nel senso che non costituisce “appalto pubblico” l'accordo concluso tra due enti territoriali sulla base del quale questi ultimi adottano uno statuto che istituisce un consorzio intercomunale, persona giuridica di diritto pubblico, e trasferisce a tale nuovo ente pubblico talune competenze di cui gli originari enti erano investiti fino ad allora e che sono ormai proprie di tale consorzio intercomunale. Tuttavia, un tale trasferimento di competenze riguardante l'espletamento di compiti pubblici può sussistere soltanto se riguarda sia le responsabilità connesse alla competenza trasferita e sia i poteri che sono il corollario di quest'ultima, in modo che la nuova autorità pubblica competente disponga di un'autonomia decisionale e finanziaria, la verifica della quale spetta nel merito al giudice del rinvio.

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Concorrente definitivamente escluso e legittimazione ad impugnare l'aggiudicazione

13 Aprile 2017 | di Enrico Zampetti

Corte giust. UE

Rito speciale in materia di contratti pubblici

L'art. 1, par. 3, della direttiva 89/665 non osta a che ad un offerente escluso dalla gara sia negato l'accesso alle procedure di ricorso per contestare gli atti di gara ivi compreso il provvedimento di aggiudicazione. I principi espressi nella sentenza della Corte di giustizia 4 luglio 2013, Fastweb non sono applicabili al caso in cui il concorrente definitivamente escluso dalla procedura impugni il provvedimento di aggiudicazione in favore dell'altro e unico concorrente in gara.

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L'esclusione per grave errore professionale tra i principi di proporzionalità, trasparenza e parità di trattamento

30 Marzo 2017 | di Anton Giulio Pietrosanti

Corte giust. UE

Requisiti: Grave negligenza o malafede ed errore grave

Il diritto dell'Unione europea – e, in particolare, l'art. 45, paragrafo 2, della direttiva 2004/18/CE – non ostano a che una normativa nazionale obblighi un'amministrazione aggiudicatrice a valutare, applicando il principio di proporzionalità, se debba essere effettivamente escluso un offerente in una gara d'appalto pubblico che ha commesso un grave errore nell'esercizio della propria attività professionale. Le disposizioni normative della direttiva 2004/18/CE – e, nel dettaglio, quelle contenute nell'art. 2 e nell'allegato VII A, punto 17 – lette «alla luce del principio della parità di trattamento, nonché dell'obbligo di trasparenza che ne deriva, devono essere interpretate nel senso che ostano a che un'amministrazione aggiudicatrice decida di attribuire un appalto pubblico a un offerente che ha commesso un grave errore professionale, per il fatto che l'esclusione di tale offerente dalla procedura di gara sarebbe stata contraria al principio di proporzionalità, mentre, secondo le condizioni della gara d'appalto in questione, un offerente che avesse commesso un grave errore professionale avrebbe dovuto necessariamente essere escluso, senza tener conto del carattere proporzionato o meno di tale sanzione».

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