Bussola

Varianti in sede di offerta

03 Luglio 2017 | ,

Sommario

Inquadramento | Evoluzione normativa in atto | Variazioni introdotte dal concorrente nell’offerta al prezzo più basso determinato a prezzi unitari | Varianti progettuali autorizzate dalla stazione appaltante nell’offerta economicamente più vantaggiosa | La modifica dell’art. 95 del codice dei contratti con l’introduzione del comma 14-bis | Soluzioni migliorative introdotte dal Concorrente nell’offerta economicamente più vantaggiosa |

 

In linea generale, negli appalti pubblici di lavori (e/o di servizi) vige il principio della non modificabilità del progetto posto a base di gara, per l’evidente necessità di garantire la par condicio fra i partecipanti. L’attuale quadro normativo prevede che gli elaborati di gara possano essere modificati dai concorrenti in casi limitati. Tale principio, così come valeva allorché era vigente il “vecchio” codice dei contratti riconducibile al d.lgs. n. 163 del 2006, vale tuttora anche dopo l’introduzione della nuova disciplina dei contratti pubblici con il d.lgs. 18 aprile 2016 n. 50, emanato in recepimento delle direttive comunitarie nn. 23, 24 e 25 del 2014, ed oggi modificato, da ultimo, con il d.lgs. 19 aprile 2017, n. 56.   Non si tratta, tuttavia, di un principio intangibile, essendone ammesse limitate eccezioni, come di qui a poco si vedrà.   Secondo la disciplina previgente rispetto all’introduzione del d.lgs. n. 50 del 2016, nel caso di aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso determinato mediante offerta a prezzi unitari (cd. criterio del massimo ribasso), secondo il disposto dell’art. 119 del regolamento al codice degli appalti approvato con d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, al concorrente era richiesta la compilazione di una lista delle lavorazioni e delle ...

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