Bussola

Settori ordinari e settori speciali

01 Febbraio 2016 |

Sommario

Inquadramento | Ratio di una permanente distinzione | Applicazione delle regole per i settori speciali: in generale | Applicazione delle regole per i settori speciali: i criteri soggettivi | Applicazione delle regole per i settori speciali: i criteri oggettivi | Casistica; rilevanza oggettiva determinante dell’attività svolta | Casistica; tassatività applicativa delle norme sui settori speciali: servizi di progettazione |

 

    Le direttive 2014/24/UE e 2014/25/UE recano rispettivamente norme per affidare i contratti pubblici rispettivamente nei settori “ordinari” e “speciali”. L’opzione di una distinta disciplina conferma l’impostazione delle abrogate direttive 2004/17/CE (settori speciali) e 2004/18/CE (settori ordinari), oggi riflessa nel testo di recepimento (d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163). I testi nazionali di recepimento delle nuove direttive dovranno perciò ancora distinguere le regole di affidamento dei contratti nei due settori (v. art. 1, comma 1 lett. h), l. 28 gennaio 2016, n. 11 per il recepimento delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE). Pur ancora riavvicinate le discipline nei due settori, resta e resterà quindi necessaria la chiarezza sui criteri di ricerca delle regole (ordinarie o speciali) cui riferirsi di volta in volta da parte dei soggetti assegnanti. Obiettivo in questa sede è mettere a fuoco i criteri stessi. Questi sono normativi, plurimi, di natura oggettiva e soggettiva. La loro interazione disegna tre aree di riferimento per la scelta delle regole dell’affidamento considerato: quella dei soggetti assegnanti tenuti ad applicare la disciplina speciale dei settori omonimi; quella dei soggetti assegnanti tenuti ad applicare le norme dei settori ordinari; quell...

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