Bussola

Risoluzione del contratto

Sommario

Inquadramento | La natura giuridica dell'atto di risoluzione ed i riflessi di ordine processuale | La risoluzione per reati accertati e per decadenza dall'attestazione di qualificazione (art. 135 d.lgs. n. 163 del 2006) | La risoluzione per grave inadempimento, grave irregolarità e grave ritardo (art. 136 d.lgs. n. 163 del 2006) | La fase successiva alla risoluzione: provvedimenti dell'amministrazione ed obblighi dell'appaltatore (artt. 138, 139 e 140 d.lgs. n.163 del 2006) | La risoluzione del contratto nel d.lgs. n. 50 del 2016. Testi a confronto | Segue: alcuni problemi di coordinamento normativo risolti dal decreto correttivo (d.lgs. n. 56 del 2017) |

 

  Con riguardo al tema della risoluzione del contratto, negli appalti pubblici si verifica una parziale sovrapposizione fra la disciplina generale, prevista del codice civile, e quella speciale stabilita dal codice dei contratti pubblici, di cui al d.lgs. n.163 del 2006. Secondo la prima, come è noto, la risoluzione del contratto può intervenire per inadempimento di una delle parti (art. 1453 e ss. c.c. e art. 1662 c.c.), per impossibilità sopravvenuta (art. 1463 e ss. c.c.), nonché per eccessiva onerosità sopravvenuta (art. 1467 e ss. c.c.). Si tratta di ipotesi valide anche nell’appalto pubblico e, anzi, si tratta delle sole ipotesi percorribili, se la risoluzione è richiesta dall’appaltatore. Viceversa la stazione appaltante, in ragione del superiore interesse pubblico di cui è depositaria, può beneficiare di una disciplina speciale e di alcune facoltà aggiuntive, volte a garantire la celerità della risoluzione e ad evitare l’incertezza ed i ritardi che potrebbero derivare dall’applicazione del diritto comune. Si tratta di una disciplina ben consolidata nelle sue linee essenziali, in quanto sostanzialmente conforme a quella prevista dalla lontana legge sui lavori pubblici del 1865, oggi riproposta, sia pure con significative integrazioni, agli artt. 135 - 139 c.c.p. A tali ...

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