Bussola

Responsabile delle procedure di affidamento e di esecuzione

27 Gennaio 2016 |

Sommario

Inquadramento | Il RUP tra codice dei contratti e legge sul procedimento amministrativo | Le fonti dell’istituto del RUP: Stato, Regioni ed enti locali | La disciplina: a) obbligatorietà, competenza e fisionomia | L’unicità del RUP | La tempestività della nomina | Professionalità richiesta e rapporto organico con l’amministrazione | Supporto esterno al RUP | Funzioni del RUP | Orientamenti a confronto: RUP e commissione di gara | Orientamenti a confronto: RUP e valutazione dell’anomalia delle offerte | Profili di responsabilità |

 

    L’istituto del responsabile delle procedure di affidamento e di esecuzione (RUP) risponde ad esigenze da tempo avvertite dal legislatore e rimanda, pur con le differenze che di seguito si vedranno, alla figura del responsabile del procedimento plasmata dall’art. 5, l. 7 agosto 1990, n. 241. La figura del RUP era stata prevista per la prima volta dall’art. 7, l. 11 febbraio 1994, n. 109, che prescriveva l’istituzione di un unico responsabile al quale attribuire compiti di coordinamento istruttorio e di sollecitazione in vista della realizzazione di un risultato finale; dopo numerose modifiche (art. 4-bis, d.l. 3 aprile 1995, n. 101, convertito nella l. 2 giugno 1995, n. 216, l. 28 dicembre 1995, n. 549 e poi all’art. 5, comma 1, l. 18 novembre 1998, n. 415) non del tutto in linea con un concetto “integrato” di appalto, oggi la disciplina del RUP, come soggetto chiamato a presiedere tutta la vita dell’intervento contrattuale, risiede principalmente (ma non esclusivamente) nell’art. 10, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (per i lavori) e nei successivi artt. 272, 273 e 274 per servizi e forniture, oltre che (principalmente per i lavori), negli artt. 9 e 10, d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207, regolamento di attuazione. L’istituto non è invece disciplinato a livello comunitario, né nell...

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