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Requisiti: Unicità del centro decisionale

08 Febbraio 2016 | ,

Sommario

Inquadramento | Genesi ed evoluzione: dalla legge Merloni-ter al Codice dei contratti pubblici | (Segue). La sentenza Assitur della Corte di giustizia ed il d.l. 25 settembre 2009, n. 135 | Oneri dichiarativi | Procedimento di verifica | Unicità del centro decisionale ed elementi indiziari | Casistica: Pluralità di elementi | Casistica: Identità dei progetti e delle relazioni tecniche | Casistica: Partecipazione alla medesima gara da parte di consorzi stabili, consorzi di società cooperative di produzione e lavoro e rispettive imprese consorziate |

 

  L'art. 38, comma 1, lett. m-quater), dispone l'esclusione dalla gara dei soggetti che si trovano in una situazione di controllo ex art. 2359 c.c. o in una qualsiasi relazione, anche di fatto, se ciò comporti che le offerte sono imputabili ad un unico centro decisionale. La regola è volta ad evitare situazioni distorsive della concorrenza «mediante l'esclusione dalla gara di offerte, che, in quanto provenienti da imprese tra loro collegate, risultino presumibilmente frutto di accordi tesi ad influenzarne il risultato» (Cons. St., Sez. VI, 6 settembre 2010, n. 6469). La ratio è dunque riconducibile ai principi di par condicio tra i partecipanti alla gara, segretezza delle offerte e trasparenza delle gare (CGA, 7 marzo 2014, n. 98). La causa di esclusione in parola non origina dal diritto derivato dell'Unione europea. Ma, come si dirà più ampiamente in seguito, nella sentenza Corte giust. UE, 19 maggio 2009, C-538/07, la Corte giust. UE ha affermato che gli Stati hanno la facoltà di stabilire, in aggiunta alle cause di esclusione previste dalle direttive, norme sostanziali finalizzate a garantire il rispetto dei principi di parità di trattamento e di trasparenza, purché queste rispettino il principio di proporzionalità. Alla luce di tale principio l'esclusione delle offerte di ...

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