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Requisiti: Grave negligenza o malafede ed errore grave

02 Maggio 2016 |

Sommario

Inquadramento | Analisi della disciplina contenuta nel Codice del 2006 | Le fattispecie espulsive contemplate dall’art. 38, comma 1, lett. f), del Codice del 2006. | La natura non sanzionatoria, ma preventiva del potere espulsivo | La natura discrezionale del potere espulsivo e il relativo onere motivazionale | Il sindacato giurisdizionale sul potere | La disciplina contenuta nel Codice del 2016 | Casistica: Il controllo giurisdizionale sulla mancata esclusione |

 

    La necessità di preservare l’elemento fiduciario, posto alla base del rapporto tra le parti nella contrattualistica pubblica, ha spinto l’ordinamento a prevedere una causa di esclusione per il concorrente che abbia adottato condotte lesive di tale elemento e della sua affidabilità. Infatti, proprio per evitare l’instaurazione di rapporti contrattuali con soggetti inaffidabili e, in quanto tali, inidonei a garantire il corretto adempimento degli obblighi derivanti dall’appalto, l’art. 38, comma 1, lett. f), Codice del 2006, ha conferito alla stazione appaltante il potere di escludere i soggetti che hanno commesso una «grave negligenza o mala fede» nell’ambito di un pregresso rapporto negoziale intercorso con la stessa stazione appaltante che indice la gara; ovvero che si sono macchiati di un «errore grave» nell’esercizio della loro attività professionale.   Sebbene la disposizione si sia presentata quale fonte di recepimento dell’art. 45, par. 2, lett. d), direttiva 2004/18/CE (per il quale l’esclusione interviene quando l’operatore economico, nell’esercizio della propria attività professionale, commette un errore grave, accertato con qualsiasi mezzo di prova dall’amministrazione aggiudicatrice), è evidente come, diversamente da quest’ultima, la norma nazionale del Codice d...

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