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Requisiti: Ambito soggettivo di applicazione

18 Gennaio 2017 |

Sommario

Inquadramento | I soggetti espressamente menzionati alle lettere b), c) e m-ter) dell’art. 38 del d.lgs n. 163/06 e nell’art. 80 d.lgs. n. 50 del 2016 | I soggetti equiparati dalla giurisprudenza amministrativa | Le cause di esenzione. Cenni | Le modalita’ di dimostrazione dei requisiti. Cenni | Casistica |

 

  L’art. 38, d.lgs. 2 maggio 2006, n. 163 – oggi abrogato dal d.lgs n. 50 del 2016 ma ancora applicabile alle procedure selettive avviate prima dell’entrata in vigore del nuovo Codice del 2016 e in larga parte riprodotta dall’art. 80 di quest’ultimo – recepiva, precisandone le condizioni di applicazione, l’art. 45, direttiva 2004/18/CE, stabilendo i requisiti di ordine generale che gli operatori economici devono possedere per poter essere ammessi alle gare pubbliche e stipulare i relativi contratti di appalto e di subappalto (comma 1), le esenzioni soggettive (comma 1-bis), nonché le modalità di dimostrazione dei suddetti requisiti (comma 2). Gli aspetti più delicati legati all’ambito soggettivo di applicazione della disposizione riguardavano e riguardano ancora oggi, principalmente, l’individuazione dei soggetti in capo ai quali verificare l’insussistenza delle cause ostative di cui alle lettere b), c) ed m-ter), comma 1, aventi ad oggetto, rispettivamente, l’esistenza di misure di prevenzione, di condanne definitive e l’omessa denuncia di particolari fatti delittuosi. Al fine di prevenire le infiltrazioni malavitose negli appalti pubblici, infatti, la giurisprudenza amministrativa ha progressivamente ampliato la platea dei soggetti rilevanti al di là di quelli espressamente ...

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