Bussola

Recesso

03 Maggio 2017 |

Sommario

Inquadramento | Le molteplici funzioni del recesso nei contratti pubblici | Analisi comparativa tra il regime del recesso previsto dal codice dei contratti pubblici e la disciplina del committente privato di cui all’art. 1671 c.c. | Natura del recesso e riparto di giurisdizione | La differenza tra revoca del provvedimento di aggiudicazione e recesso dal contratto di appalto pubblico: Cons. St., Ad. plen., 20 giugno 2014, n. 14 | Un’ipotesi speciale di recesso: il caso della normativa antimafia | La novità: gli appalti di servizi e di forniture. | Casistica: l’art. 134, d.lgs. n. 163 del 2006 come criterio generale di quantificazione del risarcimento del danno |

 

  Il recesso è il diritto potestativo mediante il quale uno dei contraenti determina, in via unilaterale, la cessazione ex nunc degli effetti negoziali attraverso la semplice manifestazione, all’altra parte, della volontà di sciogliersi dal vincolo contrattuale. Nell’ambito dei contratti pubblici – ossia dei contratti nei quali una delle parti contrattuali è qualificabile come “soggetto pubblico” – la facoltà di sciogliersi dal vincolo contrattuale in ogni tempo è stata storicamente riconosciuta in via legislativa innanzitutto alla parte pubblica nell’ambito del settore specifico degli appalti di opere pubbliche dall’art. 345, l. n. 2248 del 1865, all. F; disposizione che ha poi assunto nel tempo una dimensione centrale tanto da essere stata in seguito ripresa dall’art. 122, d.P.R. n. 554 del 1999 e, senza alcuna modificazione, dalla previgente formulazione dell’art. 134 c.c.p. (d.lgs. n. 163 del 2006); nonché, infine, generalizzata, con significativi elementi di novità, ad ogni settore (lavori, servizi e forniture) dall’art. 109 del nuovo codice dei contratti pubblici di appalto e concessione, approvato con d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50 (pubblicato nella G.U. n. 91 del 19 aprile 2016). Solo in un secondo momento, infatti, tale facoltà è stata riconosciuta anche in favore del c...

Leggi dopo