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Codice dei contratti pubblici (nuovo)

01 Luglio 2016 |
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Sommario

Inquadramento | Le tre nuove direttive | La legge delega n. 11 del 2016 | Il nuovo “codice dei contratti pubblici” | Entrata in vigore, fase transitoria e abrogazioni | I futuri decreti correttivi | La soft law | Il divieto di gold plating | La completezza e correttezza del recepimento | Il riparto di competenza legislativa tra Stato e Regioni | Struttura del codice | Quadro di sintesi delle principali novità | Guida all’approfondimento |

 

  In Italia i contratti pubblici relativi a lavori servizi e forniture sono stati finora regolati dal d.lgs. n. 163 del 2006 (codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture) e dal d.P.R. n. 207 del 2010 (regolamento di esecuzione e attuazione del codice), oltre a una serie di altri atti normativi, primari o secondari, per specifici settori (appalti della difesa, nei settori della sicurezza, relativi a beni culturali; codice del processo amministrativo quanto alla tutela giurisdizionale). A sua volta, il codice del 2006 ha rappresentato al tempo stesso un'operazione di recepimento di due direttive comunitarie del 2004 (nn. 17 e 18), relative, rispettivamente, ai settori ordinari (comprendenti anche limitate regole per le concessioni di opere pubbliche e per le concessioni di servizi) e ai settori speciali, nonché di riordino delle previgenti disposizioni sparse in una serie numerosa di atti normativi primari e secondari. Il codice del 2006 si è sostituito, come è noto, alla c.d. legge Merloni del 1994, plurimodificata nel corso degli anni, nata in un contesto politico connotato dalla nota vicenda “tangentopoli”, che aveva fatto ritenere necessario intervenire sugli appalti pubblici con norme di assoluto rigore, volte a limitare ogni spazio di discrezional...

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