Bussola

Accesso agli atti

10 Gennaio 2017 |

Sommario

Inquadramento | Il rapporto tra la disciplina generale della l. n. 241 del 1990 e la disciplina dettata dal Codice del 2006. | L’oggetto del diritto di accesso | La legittimazione soggettiva all’accesso | I limiti oggettivi all’accesso | Il differimento della visione e dell’estrazione dei documenti | Le modalità di accesso | L’accesso nei settori speciali | Accesso civico e procedimenti di gara | L’accesso in ambito locale | Il diritto di accesso alle informazioni ambientali | Profili processuali | Casistica | Disciplina post riforma |

 

  Il diritto di accesso, quale fondamentale strumento di trasparenza, imparzialità ed effettività della tutela giurisdizionale, si definisce, ai sensi dell’art. 22, l. 7 agosto 1990, n. 241, come «diritto degli interessati di prendere visione e di estrarre copia dei documenti amministrativi» a disposizione della P.A. L’effettività del diritto di accesso, in particolare, risponde ai principi di imparzialità e buon andamento ex art. 97 Cost., è espressione del diritto di informazione ex art. 21 Cost. e trova, altresì, pieno riconoscimento nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, nel Regolamento 1049/2001/CE e nel Trattato di Lisbona. Nel settore degli appalti pubblici, le suddette esigenze emergono con maggiore rilevanza. Pertanto, il legislatore ha introdotto una disciplina speciale relativamente all’accesso agli atti nell’ambito delle procedure di affidamento dei contratti pubblici.  In particolare, il diritto di accesso agli atti di gara è attualmente disciplinato dall’art. 53 – recante “Accesso agli atti e riservatezza” –  del nuovo Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50). La nuova disciplina, di recepimento dell’art. 21 della direttiva 2014/24/UE, riproduce sostanzialmente quella prevista dall’art. 13, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (rec...

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