Quesiti Operativi

Donazioni negli appalti di servizi e forniture da utilizzare nelle attività di contrasto all’emergenza Covid-19

È possibile procedere ad affidamenti diretti senza la valutazione di ulteriori preventivi per le donazioni volte all’acquisto di servizi e forniture necessari a contrastare l’emergenza sanitaria?

 

La procedura di cui all’art. 36 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 prevede la possibilità di affidare direttamente lavori, servizi e forniture sulla scorta di una valutazione preliminare di un numero minimo di preventivi di altri operatori, a seconda dello scaglione relativo all’ammontare dell’appalto con l’unica eccezione di quelli di importo inferiore o pari ad € 40.000.

 

L’art. 99, comma 3, del d.l. Cura Italia, come convertito in legge, ha previsto che in tutta la fase emergenziale, e in ogni caso fino al 31 luglio 2020, l’acquisizione di forniture e servizi da parte delle aziende, agenzie e degli enti del Servizio Sanitario Nazionale – necessarie allo svolgimento delle attività di contrasto dell’emergenza COVID-19 – avviene mediante affidamento diretto, senza previa consultazione di due o più operatori economici, per importi non superiori alle soglie di cui all’articolo 35 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, qualora sia finanziata in via esclusiva tramite donazioni di persone fisiche o giuridiche private (ex art. 793 c.c.), a condizione che l’affidamento sia conforme al motivo delle liberalità.

Prende forma, dunque, una deroga a quanto previsto dalla normativa in materia di affidamenti diretti assumendo come unico limite economico le soglie di rilevanza comunitaria e non anche gli scaglioni di cui all’art. 36.

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