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La (super) specialità del mini-rito non ammette il “sorpasso” del rito speciale

 

La Quinta sezione del Consiglio di Stato ha affermato che nel caso di ricorso “congiunto” avverso l’atto di ammissione e il provvedimento di aggiudicazione, con annessa – unica – istanza cautelare, secondo l’ordine di priorità logica e processuale dei due riti disciplinati dall’art. 120 c.p.a., deve ritenersi “ritualmente proposta” e quindi può essere esaminata, la sola domanda avverso l’atto di ammissione, con la conseguenza che la domanda (anche cautelare) proposta avverso l’aggiudicazione “deve ritenersi non ritualmente introdotta e come tale inammissibile”. Il Collegio dopo aver esaminato (e accolto) i motivi di appello proposti avverso il rigetto dell'istanza cautelare diretti a sospendere l'atto di ammissione dell'aggiudicatario, ha riconosciuto, per la restante parte del ricorso, l’errore scusabile e ha pertanto disposto “la separazione del giudizio inerente la domanda cautelare avverso l’aggiudicazione” ammettendo la “possibile riassunzione” di tale azione dinanzi al TAR.

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