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Il rito “super-accelerato” non si applica in assenza delle pubblicazioni ex art. 29 del nuovo Codice dei contratti pubblici

Il caso. Il T.A.R. è chiamato a scrutinare, preliminarmente, l'eccezione di tardività sollevata dalla controinteressata rispetto alla censura di mancata esclusione dell'aggiudicataria dalla gara, perché notificata oltre il termine di 30 giorni da quello di pubblicazione sul Portale Acquisti della graduatoria.

 

La soluzione. Il Collegio ha evidenziato che il comma 2-bis dell'art. 120, c.p.a., introdotto dal d.lgs. n. 50 del 2016, prevede “espressamente ed inequivocabilmente che il dies a quo per proporre tale particolare impugnativa decorra dalla pubblicazione del provvedimento che determina esclusioni /ammissioni sul profilo della Stazione Appaltante”.

Di conseguenza, tale disposizione, per la sua specialità, prevale su ogni altra previsione o “applicazione di tipo giurisprudenziale”.

L'art. 120, comma 2-bis, c.p.a, quindi, è derogatorio dei principi “tradizionali” in tema di impugnazioni e, prevedendo un meccanismo notevolmente oneroso per i potenziali ricorrenti, è di stretta interpretazione.

Il T.A.R., dunque, ha aderito all'orientamento giurisprudenziale secondo cui tale norma non è applicabile nel caso di mancata pubblicazione delle ammissioni sul profilo del committente della Stazione Appaltante, ai sensi dell'art. 29, co. 1, del nuovo Codice dei contratti pubblici.

Il Collegio, quindi, ha dichiarato infondata l'eccezione di tardività, perché dalla documentazione versata in atti emergeva che la P.A. non aveva pubblicato un formale provvedimento di ammissione alla gara sul profilo del committente, con consequenziale inapplicabilità del rito “super-accelerato”, ex art. 120, comma 2-bis, c.p.a.

 

 

 

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