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Il risarcimento del danno da ritardo non può prescindere da una valutazione in ordine alla spettanza del bene della vita

 

Il risarcimento del danno da ritardo, relativo ad un interesse legittimo pretensivo, non può essere avulso da una valutazione concernente la spettanza del bene della vita e deve, conseguentemente, essere subordinato alla dimostrazione che l’aspirazione al provvedimento è destinata ad esito favorevole. Tale principio è enunciato dal TAR in riferimento ai danni causati dalla mancata approvazione dell'aggiudicazione provvisoria della gara, la cui risarcibilità è stata nella specie negata in quanto l’aggiudicazione definitiva non avrebbe potuto essere conseguita dal ricorrente a cagione della mancanza in capo allo stesso di un requisito di ordine generale.

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