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Il decreto penale di condanna opposto deve considerarsi tamquam non esset

 

La proposizione dell'opposizione, ai sensi dell'art. 464, co. 3, c.p.p., impedisce al decreto penale di condanna di assumere carattere vincolante nell'accertamento del fatto tipico di reato; di conseguenza esso deve essere considerato dalla stazione appaltante tamquam non esset e, a differenza di una sentenza di condanna non definitiva, non può essere utilizzato per il giudizio di inaffidabilità dell'operatore economico, per l'impossibilità di ricollegare effetti vincolanti ad un accertamento sommario e privo di contraddittorio, quale è quello posto alla base del decreto penale di condanna. Pertanto, il decreto, ove opposto, non può essere utilizzato per effettuare la valutazione di cui alle lett. a) e c), art. 80, d.lgs. n. 50 del 2016.

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