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Il CdS precisa i criteri per il risarcimento del c.d. danno da mancata aggiudicazione alla luce di quanto statuito dall’Adunanza plenaria n. 2 del 2017

 

Il Consiglio di Stato, sul crinale di quanto affermato dall’Adunanza plenaria n. 2/2017 dopo aver ribadito che, ove sia impossibile disporre il subentro nel contratto a seguito dell’avvenuta ultimazione dei lavori, all’impresa danneggiata è da riconoscersi l’interesse c.d. positivo che ricomprende sia il mancato profitto che l’impresa avrebbe ricavato dall’esecuzione dell’appalto, sia il danno c.d. curriculare, ossia il pregiudizio subito a causa del mancato arricchimento del curriculum e dell’immagine professionale per non poter indicare in esso l’avvenuta esecuzione dell’appalto, individua dettagliatamente i criteri che devono guidare il giudice nella determinazione dell’ammontare del risarcimento del danno.

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