Autorità e prassi

Ulteriori indicazioni sul regime transitorio del nuovo Codice degli appalti e delle concessioni

 

Con un avviso pubblicato in data odierna sul proprio sito web istituzionale, l’ANAC fornisce ulteriori precisazioni in merito al regime transitorio delineato dagli artt. 216, comma 1 e 220 del nuovo Codice dei contratti pubblici introdotto dal d.lgs. 18 aprile 2016, n. 50.

Tale regime aveva già formato oggetto di un primo comunicato dell’Autorità (il comunicato del 22 aprile 2016, reso congiuntamente al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti), che aveva evidenziato come il nuovo Codice dovesse ritenersi applicabile a tutti i bandi pubblicati a partire dal 19 aprile 2016, data di pubblicazione ed entrata in vigore del Codice. Con l’avviso odierno, l’Autorità rettifica parzialmente la propria precedente ricostruzione e, accogliendo le osservazioni indirizzatele da numerose stazioni appaltanti, afferma l’applicabilità del regime giuridico previgente (il d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163) anche ai bandi che siano stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale il giorno 19 aprile 2016. L’Autorità evidenzia, difatti, come il d.lgs. n. 50 del 2016 sia stato reso disponibile sulla versione telematica della Gazzetta ufficiale – e quindi reso conoscibile alle stazioni appaltanti – solamente dopo le h. 22:00 della data di pubblicazione, di modo che la sua applicazione ai bandi pubblicati prima di tale momento contrasterebbe con l’art. 11 delle preleggi (recante il c.d. principio di irretroattività) e con l’esigenza di tutela della buona fede delle stazioni appaltanti medesime. L’ANAC, riferendo di aver sentito sul punto l’Avvocatura generale dello Stato, elabora quindi la “soluzione equitativa” di cui si è detto e sostiene che le disposizioni del d. lgs. n.50/2016 riguarderanno solamente i bandi e gli avvisi pubblicati a decorrere dal 20 aprile 2016.

In disparte ogni considerazione sulla correttezza della ricostruzione normativa elaborata dall’ANAC e dal Ministero in occasione del precedente comunicato del 22 aprile 2016 (criticata da diversi osservatori, che avevano già evidenziato come il Codice dovesse trovare applicazione ai bandi ed agli avvisi pubblicati “successivamente” alla data della sua entrata in vigore, e dunque a partire dal 20 aprile 2016), l’avviso odierno si segnala per ciò che valorizza un elemento (l’orario di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) cui il legislatore, riferendosi unicamente alla data di pubblicazione, non sembra aver attribuito rilievo, nonché nella parte in cui afferma espressamente di aver inteso elaborare una “soluzione equitativa”, resa in considerazione di un elemento (la buona fede delle stazioni appaltanti, rectius il loro affidamento) che, per quanto meritevole di tutela, non avrebbe certamente potuto autorizzare l’Autorità ad individuare un’interpretazione normativa difforme da quella che essa stessa aveva indicato come l’interpretazione letterale.

 

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